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sigaretta e lancio' un'occhiata tutt'attorno.
- Sai, Vic, a me l'anticaglia non e' mai piaciuta.
- Non dirlo a me, goombah.

Luciano faceva strada verso la casa di Priapo, dopo aver preso il giovane Anastasia sotto braccio: - Eh, amico mio, i romani si' che sapevano godersi la vita, mica come nuautri, che pensiamo soltanto agli affari. Hanno conquistato il mondo, ma senza ammazzarsi di fatica. E queste loro bottane dovevano essere very professional, molto brave, si'. Non si rovinavano le mani con i lavori domestici, sicuro.
- Sempre puttane rimanevano, - commento' il giovane.
- Si', si', ma non e' questo il punto, - Luciano torno' a incrociare le mani dietro la schiena. - Il fatto e' che il livello di civilta' di una societa' si misura dalle fimmine. e' per questo che io vendo elettrodomestici. e' una missione di civilta', - ridacchio'.
Anastasia scosse il capo: - Non capisco.
- Ve lo spiego. Qual e' la differenza tra le fimmine americane e le donne italiane?
- Il benessere?
Luciano sogghigno' furbo e parlo' sottovoce, come stesse rivelando un grande segreto: - Gli elettrodomestici.
Zollo lo osservava con una certa ammirazione. Aveva un che di geniale. Un torrente in piena, ma senza strafare. Stupefacente, se pensavi che non aveva bisogno di parlare per ordinare la morte di qualcuno, gestire il traffico di droga dal Mediterraneo al Pacifico o comprare tutte le corse del prossimo mese.
- Le fimmine americane, - prosegui' don Luciano, - tengono gli elettrodomestici che fanno i lavori di casa al posto loro. Percio' tengono il tempo di curare l'aspetto, di leggere le riviste, tenere dietro alla moda. Sono nu poco cchiu' libere, amico mio, quindi cchiu' belle e intelligenti. e' per questo che ti fanno uscire di testa. Le fimmine italiane invece sono massaie e matri di famiglia sette giorni su sette. Poi il sabato sera si tirano a lucido e tentano di convincere il marito di aver sposato una gran dama. Ma sono un poco patetiche. La colpa non e' loro. Gli uomini italiani vogliono in casa una brava levatrice, una massaia per tutta la settimana, poi pretendono ca diventa Silvana Mangano, o addirittura Marilyn Monroe. Accussi' finisce che i mariti si stufano presto, le mogli non si sentono apprezzate e smettono di curare l'aspetto. Morale: ingrassano, si sformano, a trent'anni sono da buttare. E tutti sono scontenti!
Zollo era sbigottito dal ragionamento: non ci aveva mai pensato ma era proprio cosi'. A irritarlo era l'aria di provincia e di sporco appena sciacquato via che le ragazze italiane si portavano dietro. Lo sforzo di somigliare alle dive del cinema. Peggio ancora i loro mariti ottusi e ignoranti. Gli venivano i brividi a pensarci. Gli veniva tristezza.
Il guardiano voleva impedire alle ragazze di accedere alla casa. Luciano fece un gesto quasi impercettibile, Zollo infilo' la mano nella tasca interna della giacca, sfioro' il manico in legno della "alternativa", per prendere con la punta delle dita la banconota sempre pronta. Mentre l'allungava al guardiano, gli torno' in mente il vecchio Anastasia che diceva: "Non avrai mai altra scelta nella vita, Steve: pagare o sparare. Devi saper fare entrambe le cose, altrimenti, per quanta brillantina profumata tu possa metterti in testa, resterai sempre un picciotto pidocchioso".
Alle donne era proibito vedere il membro enorme di Priapo, dio della potenza sessuale, e gli affreschi sconci alle pareti. Le due ragazze ridacchiarono fingendo di scandalizzarsi, mentre i giovani americani si scambiavano battutacce sottovoce.
A Zollo tornarono in mente le gambe della ragazza che aveva intravisto in macchina e avverti' un improvviso smottamento nei pantaloni. Maledisse i bassi istinti che collidevano di brutto col suo umore e diede le spalle al gruppo, fingendo di accendersi una sigaretta, nella speranza che non si notasse il cazzo duro.






"Il Resto del Carlino", 17/02/1954.

INCIDENTI A ROMA E A MILANO
DURANTE LE DIMOSTRAZIONI DISPERSE DALLA POLIZIA
Seicento attivisti dell'estrema
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