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l'allusione si faceva piu' pesante. Ma senza esagerare, sfiorandolo appena, come fossero stati amici di lunga data. Non perdeva occasione per rimarcare quale intimo rapporto di amicizia e stima lo legasse allo zio Anastasia. Era lo stile di chi la sapeva lunga. Senza esagerare.

- La citta' nasconde dei gioielli, 'u sapite? Chiese, piazze, castelli. Qui la Storia ci passo', amici, e se qualcuno con la testa decidesse di rimettere tutto a nuovo, i turisti arriverebbero a frotte, pure dagli States. Da noi pensano che qui sia l'Africa. Ma io dico che non sanno quello che si perdono, perche' se tieni un po' di tempo per sederti ad aspettare, manco devi andare a scoprirla questa citta', e' Napoli che ti viene a scovare! Ti viene incontro e ti reclama a gran voce.

Zollo stringeva il volante con entrambe le mani e taceva. Ogni tanto lo sguardo gli cadeva sulle gambe della ragazza, quando una curva un po' piu' stretta le scomponeva la sottana. Belle gambe, senz'altro. Gli Anastasia continuavano a trattarsi bene. Il giovane nipote era da tenere in palmo di mano. E allora ecco l'idea della gita a Pompei. Del resto era una bella giornata.
Ma a Zollo la campagna non era mai piaciuta. Quando nasci a Brooklyn e vieni su tra un marciapiede e l'altro, non puoi trovarti a tuo agio tra gli sterpi. Esclusi un paio di viaggi a Chicago, non aveva mai lasciato New York fino al giorno in cui il maggiore degli Anastasia aveva deciso di "regalarlo" a Luciano in partenza per l'Italia. Non c'era stato da recriminare, avrebbe dovuto cambiare aria comunque, visto che quel Procuratore ebreo si era messo in testa di far dragare la Baia di Hudson. Quel fottuto rabbino era riuscito a far cantare uno dei portuali, dopodiche' lo aveva nascosto nel buco del culo del diavolo e messo sotto stretta protezione. L'infame aveva fatto anche il suo nome, "Steve Cemento ne ha mandati un bel po' in fondo alla Baia, una mezza dozzina, forse di piu'". Non che fosse riuscito a cavarsela, il porco. Per quanto lo avessero chiuso in una specie di fortilizio blindato, presidiato come Fort Knox, una limonata alla stricnina non gliela aveva tolta nessuno. Ma ormai i giochi erano fatti e per il buon Steve era giunto il momento di andare in frigorifero, almeno fino a quando gli equilibri politici non si fossero aggiustati. A pensarci bene la sua storia non era dissimile da quella di don Luciano. Poi aveva aspettato il richiamo degli Anastasia, ma non era arrivato, tanto che ormai aveva smesso di sperarci.

- Cosa volete, io adesso ho il mio negozio, e me la passo accussi'. Ma se fossi un poco piu' giovane, qui ce ne sarebbero di cose da fare, vero Steve?, e pure qualche bella signorina da corteggiare non manca! Non bella come voi, miss, ma pure le napoletane si difendono bene. "Procaci", si dice cosi'? Mi piace questa parola: procaci! In America me l'ero dimenticata, l'ho riscoperta qui. Ti fa pensare alla prosperita', alla generosita' della natura. e' bello pronunciarla: procaci. Suona bene, riempie la bocca, non trovate? L'italiano e' una lingua che scorre come un fiume. Una lingua che richiede tempo per essere parlata. e' una lingua che tiene una storia. Come questa citta'. Come il paese. Voi ancora con l'italiano ve la cavate, ma i vostri figli forse non lo parleranno cchiu', ed e' peccato. Perche' l'americano e' una lingua buona for business, per gli affari, e per ordinare la birra. Nient'altro. Qui invece le parole hanno un senso particolare: riempiono la bocca. "Procaci", sentite? Non servono solo per ottenere qualcosa, si dicono per poterle dire, per il gusto di parlare.

Zollo non riusciva a rassegnarsi. L'Italia non gli piaceva. Era un paese arretrato, incivile. Belle donne, certo, ma non avevano idea della vera femminilita'. Sembravano contadine vestite a festa. Niente a che fare con le newyorkesi. Quelle si erano femmine di classe, se le ricordava bene: i night-club, i bordelli di lusso. A New York le cose si facevano con stile: fottere come far sparire qualcuno. A Napoli no: urla,
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