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Costa Azzurra sia un luogo attraente. Si', si potrebbe andare un po' al casino'... Si', ecco... Non e' l'unica cosa attraente? Che altro c'e', non fare il misterioso... Ah, perbacco... Eh, si', davvero affascinante, si'... Certo, l'ho vista in Mogambo... Si', mi avevi detto che stava facendo un film con te, si', addirittura due... Straordinaria, eh?... Ah, mi incuriosisci molto, davvero... Be', ascolta, ci pensero', si'... Ti faccio sapere qualcosa tra una decina di giorni, va bene? Comunque non prima di giugno... Si', d'accordo, ci sentiamo, a presto.
Resto' con la mano sulla cornetta, distratto da troppi pensieri. mio, Jugoslavia, il sosia, il film con Hitchcock.
La vita attiva reclamava la sua presenza. Forse cominciava ad averne bisogno davvero. Due mesi lontano da casa, un impegno quanto mai singolare, poi il ritorno sulle scene. Si', poteva funzionare. L'attrice preferita da Hitch, bellissima, un successo assicurato. Il ritorno di Cary Grant e la definitiva affermazione di Grace Kelly.
- Buone notizie? - domando' Betsy interrompendo i suoi pensieri.
Cary si accorse di essere rimasto appoggiato al telefono per tutto il tempo.
- Ne' buone, ne' cattive. Il vecchio Hitch cerca di convincermi: la Costa Azzurra, il suo nuovo film, Rear Window, che sara' sicuramente un successo, il casino' di Montecarlo, le solite cose.
Be', solite non proprio. Grace Kelly aveva un fascino davvero insolito. Fredda e magnetica allo stesso tempo. Fosse stato Clark Gable, in Mogambo, Cary non avrebbe avuto dubbi se scegliere lei o Ava Gardner.
Hitchcock aveva segnato un punto a favore. Conosceva bene Cary e conosceva bene anche Archie. Sapeva come stuzzicare entrambi.


Capitolo 22
Tra Napoli e Pompei, 21 febbraio


Zollo aveva altro da pensare, ma non ci riusciva. Impossibile quando don Luciano decideva di essere ospitale, perche' i suoi discorsi fluivano ininterrotti, una frase dietro l'altra, e finivano con l'avvolgerti la mente e ti ritrovavi a seguirli, che ti andasse o no. Il capo non parlava come i comuni mortali: solo in apparenza poteva sembrare un parlare per parlare, in realta' le parole erano soppesate, scelte, e mescolata alla chiacchiera c'era saggezza e una buona dose di savoir faire. Monopolizzava il discorso senza risultare scortese, anzi, blandendo l'interlocutore, costringendolo con maestria a seguire il ragionamento.

- L'Italia e' un paese ancora tutto da fare, my friends. Ogni tanto mi sembra di stare nel Far West. Come un pioniere, si'. C'e' tutto da costruire, grandi possibilita' per i giovani che hanno testa e cugghiuni. Io, che volete, ormai sono un povero pensionato che se il pomeriggio non mi corico a fare un riposino, manco arrivo a sera. Ma chi ha sangue fresco, c'e' da fare per tutti. A Napoli la gente e' ospitale. Adesso poi che ci stanno piu' americani che italiani... Marinai, ufficiali, medici, giornalisti. Pare di stare da noi! Gli italiani, my dear, non parlano le lingue, ma i napoletani si', le parlano tutte! Conoscete la storia di questa citta'? No? Qui tutti passarono: francesi, spagnoli, piemontesi, tedeschi e adesso gli americani. I napoletani non sono abituati a stare da soli. Sempre qualcuno in casa, sempre gente diversa, lingue diverse, facce nuove. E hanno un modo di fare, very funny, tutto per la strada, tutto in pubblico. Io faccio vita riservata, chi volete che venga a discutere con un vecchio, ma vedo tutto dalla mia poltrona. La metto sul terrazzo di casa e da lassu' guardo la vita di Napoli che mi scorre sotto. E meglio d'u cinemascope!

Lucky Luciano se ne stava sprofondato sul sedile posteriore della Plymouth decapottabile e parlava, sorrideva generoso alla ragazza seduta davanti, che non riusciva a non voltarsi, torcendo il collo, per annuire ai discorsi del vecchio.
Il giovane Anastasia aveva l'aria del damerino seduto sugli spilli, si limitava a ridere alle battute e a fare qualche sporadica domanda sull'Italia. Ogni tanto Luciano gli dava un leggero colpo di gomito, quando l'ammicco o
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