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ritrovava sola con Ferruccio, a volte del tutto assente, altre volte irascibile. Un brutto sogno da cui non poteva risvegliarsi.
Un giorno, alla fine del '47, aveva conosciuto Odoacre, gia' da anni un medico rispettato. Da sempre antifascista, di famiglia liberale, durante la Resistenza andava a curare di nascosto i partigiani feriti. Dopo la Liberazione s'era iscritto al Pci ed era entrato direttamente nel Comitato federale di Bologna.
Aveva dei bei modi, Odoacre. Un trentottenne distinto e ancora scapolo. Angela era una bella ragazza in miseria. Lui aveva cominciato a farle la corte, finche' non s'erano fidanzati e sposati nel '48, poco prima delle elezioni. Nella casa di via Castiglione, avevano sistemato il povero Ferruccio in una cameretta al pianterreno. Ma a Ferruccio Odoacre non piaceva, gli rispondeva male, gli teneva il muso, a volte dava in escandescenze, diceva che era "un delinquente" e solo perche' aveva i soldi pensava di approfittarsi di sua sorella. Odoacre non perdeva mai la pazienza, cercava di ragionare, di far calmare il cognato, e a volte ci riusciva, ma Angela era presa da terribili momenti di sconforto. Prima che impazzisse anche lei, Odoacre aveva fatto ricoverare Ferruccio a Villa Azzurra, dalle parti di S. Lazzaro, e da quel giorno se n'era preso cura lui.
Questo era successo all'inizio del '50. Da allora, Ferruccio usciva dalla clinica solo la domenica, quando Angela lo andava a prendere e lo portava al cinema o a passeggiare. A Natale e durante l'estate, Ferruccio restava con Angela e Odoacre anche per una settimana o dieci giorni di fila. I suoi scatti di collera erano piu' rari, perche' Odoacre gli dava una nuova medicina col nome complicato, una pastiglia modernissima che lo faceva stare piu' calmo.
Negli ultimi tre-quattro mesi, Angela aveva trascorso col fratello solo due domeniche al mese, perche' le altre le passava con Pierre. Per non insospettire Odoacre, andava a prendere Ferruccio in tassi', poi lo lasciava in compagnia di un'amica, Teresa Bedetti, che era per Angela quello che Brando era per Pierre, amica e complice. Ferruccio aveva problemi nervosi ma non era mica tardo di comprendonio, anzi. Sapeva tutto, ed era pure contento che Angela mettesse le corna al marito. Lui, chissa' perche', continuava a detestarlo, anche se non l'aveva piu' aggredito verbalmente. Invece Teresa, proprio come Brando, non era mica tanto d'accordo, pero' era un'amica.
Al cinema, Ferruccio ci andava con Teresa, poi si davano appuntamento e tutti insieme preparavano la storiella da raccontare a Odoacre.

***

- Oh Brando, guarda che non e' mica facile. Io all'Angela ci voglio bene. e' facile dar dei giudizi per te che la vedi da fuori, ma io lo so che lei Montroni non lo ama. La sua e' gratitudine, poi e' anche come dici tu, e' mancanza di scelte. Mo cosa dovrei fare, rinunciare cosi', senza dire niente?
- E cos'e' che devi dire? Non hai speranze. Chi c'ha i soldi va a San Marino, ma in Italia non c'e' mica il divorzio, lo sai cosa si dice delle donne separate.
Brando inzuppava il pane nel latte, seduto al tavolo sul quale Pierre e Angela avevano fatto l'amore, una volta. Pierre stava alla finestra: fuori era gia' buio.
- Ma se perfino Togliatti e' sposato con una pero' sta con un'altra!
- Togliatti e' Togliatti, cosa c'entra? L'Angela non lo molla Montroni, non mette suo fratello in mezzo a una strada, e soprattutto non torna a fare la fame solo perche' te a letto la soddisfi e Montroni probabilmente no.
- Ma non possono neanche avere dei figli! Me lo ha detto lei che Montroni e' sterile...
Brando rimase in silenzio. Si strofino' la mano sulla gaggia ruvida, il mento sicuramente piu' pronunciato di quello dell'attore. Pierre si morse le labbra e si diede dell'idiota. Non avrebbe dovuto rivelare un particolare tanto privato. Brando non era diverso dagli altri, dai compagni della Sezione o da quelli come Melega: stimava Montroni, lo metteva su un piedistallo, lo vedeva come un intoccabile, e lo era davvero, quanto puo'
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