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era costretta a correre da un ricevimento all'altro, incontrare milionari, che fatica doveva essere, e come si lamentava, come stava male al mondo: invidiava la sua massaggiatrice, invidiava le famiglie dei proletari, e da'i e da'i finche' dalle prime file uno non urlo': - Mo va' a lavorare in fabbrica, va' la'! - e altri avevano proposto ulteriori mestieri tipici della "vita semplice", dalla raccolta dei pomodori alla legatura degli innesti, dal manovale alla sparapugnette.
Il secondo episodio non aveva senso, era inguardabile. Regia di Rossellini, su cui Fanti aveva espresso un giudizio forte e chiaro: "Un rimbambito". Ingrid Bergman inseguiva una gallina che le aveva mangiato le rose. Pierre aveva visto centinaia di galline, e mai nessuna che mangiasse rose. La Bergman urlava: "Fieni, fieni, pikolo pollo!" catturava la gallina e la nascondeva in una credenza, poi la proprietaria la scopriva e lei faceva una figura di merda.
- Cosa vuol dire? Cos'e' 'sta puttanata?
Angela rispose che non lo capiva neanche lei, e aggiunse: - Pierre, se vuoi ci alziamo e andiamo via, pero' abbiamo pagato il biglietto, proviamo almeno a vedere gli altri due episodi. Ma se restiamo qui, per piacere, cerca di controllarti.
Terzo episodio, di male in peggio: Isa Miranda, con la sua recitazione tutta impostata, scatenava l'ilarita' del pubblico. Sempre la solita solfa: la mia vita e' vuota, quanti semplici, piccoli piaceri mi sono negata, era meglio se facevo un altro mestiere ma ormai non posso tornare indietro, e in piu' c'era un bambino, un cinno, che s'era ferito a un braccio e faceva sempre "Oddio, oddiodiodiodiodio, oddio, oddio", e dalle file di mezzo si era alzato un urlo: - Abbattetelo, che smette di soffrire!
Infine apparve Anna Magnani e sali' su un tassi' con un cane da grembo del cazzo. Pierre l'avrebbe strangolata con le proprie mani, una che fa perdere tempo alla gente che lavora per non pagare una misera lira di supplemento.
Pierre cambio' tono, mormorando tra se' e se' a voce bassa e strozzata dall'indignazione: - Mo va' a cagare -. Fu il suo ultimo commento. Pierre e Angela si alzarono e sgattaiolarono fuori dal cinema. La Magnani non aveva nemmeno finito di cantare.

***

In centro non camminavano mai fianco a fianco: Angela stava dall'altra parte della strada, una delle tante cose che amareggiavano Pierre. Anche dal portico di fronte, si vedeva che era imbronciata. Alla fine di via Indipendenza, Pierre le si avvicino'.
- Senti, mi dispiace, non e' che do' la colpa a te. Siamo stati sfortunati: Brando si e' preso l'influenza, abbiamo scelto un brutto film, poi si', io avevo voglia di stare con te, ma da soli. Insomma, mi e' preso il nervoso. Scusami.
- Pierre, tu dici troppe parolacce, - disse Angela guardandosi intorno. Era un'altra abitudine imposta dalle circostanze. Quella che piu' innervosiva Pierre era l'improvviso trasalire e scostarsi, ogni volta che sentiva passi nel corridoio, chiavi nelle toppe, clacson giu' in strada. L'atmosfera peggiorava bruscamente, abbracci appassionati interrotti dal ritorno alla realta'.
Angela gli prese le mani. In pubblico non lo faceva mai.
- Lo so che non e' facile. Per me e' ancora piu' difficile, cosa credi? Poi, quasi mi dimenticavo, c'e' una bella notizia per noi.
Pierre la interrogo' con lo sguardo. Angela sorrise del suo stupore.
- A fine aprile Odoacre sta via da Bologna almeno due settimane, per un convegno. Avremo tutto il tempo che vogliamo per stare insieme, pensa, piu' di quanto non ne abbiamo avuto finora! Sei contento?
Poco ci manco' che non si baciassero, li', davanti a tutti. Angela alzo' di poco la mira e gli sfioro' con le labbra la punta del naso. Poi si stacco' da lui e sorrise ancora: - Quanto bene ti voglio! Ciao, devo scappare, ma promettimi che dopodomani mi telefoni, saro' sola in casa per tutto il pomeriggio.
- Promesso, - fece Pierre. Angela s'incammino' verso casa ("casa di Odoacre", come diceva lei), in via Castiglione. Pierre penso' che, girala come vuoi, un mezzo
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