<A HREF="54_primaparte044"><</A>
lavoro, e' sempre tra i primi.
- Allora cosa mi dite? - attacca subito Walteru'n. - Con 'sto fatto che e' tornato Scelba, ci sara' poco da stare allegri.
Dall'altra parte del tavolino, la Gaggia fa una smorfia e prova a cambiare argomento.
- Avete sentito venerdi'? Hanno interrogato quella ragazza che sa tutto sulla morte della Montesi.
- Ne son venute fuori delle belle, - commenta con la tazzina in mano un tranviere che vien sempre qua a bersi il caffe'.
Walteru'n insiste con la sua notizia: - Ci credo, ma con quello Scelba, altro che celere, vedrai che se l'assassino di questa Montesi e' un pezzo grosso non salta piu' fuori.
Un colpetto sotto il tavolo raggiunge lo stinco del nostro emigrante. La Gaggia scuote la testa nervoso e con cenni prova a indicare Bottone, che ancora non ha distribuito le carte. Vorrebbe far capire a Walteru'n che la questione del Primo ministro Scelba e' di quelle da tenere per dopo, per quando si gioca, come se fosse un Matto, da tirar fuori nel momento del bisogno, che stai sicuro che su quell'argomento li' Bottone parte con la bombina atomica e si gioca la partita. Ma Walteru'n non ne vuole sapere.
- Quello li', altro che democristiano, e' un fascista, uno che i problemi li risolve col manganello! Vi ricordate per la legge-truffa, che mazzate?
- Perche', Fanfani e' meglio? Con quei baffettini da Fiu'rer?
- Pero' Fanfani dicono che e' piu' di sinistra, - si inserisce il postino sorseggiando l'amaro.
- No, no, ve lo dico io, - la voce di Bottone zittisce tutti, - altro che sinistra e sinistra, quelli son tutti uguali -. Fa una piccola pausa e la Gaggia tenta l'impossibile.
- Giusto! Per esempio quel Fanfani sapeva delle cose sulla Montesi...
- L'unico democristiano buono e' quello morto! - Ancora Bottone, rosso in faccia, una gran manata sul tavolino. - Fanfani, De Gasperi, Pella. Scelba pero' e' di un'altra categoria, molto piu' numerosa. Son di quelli che prima dell'armistizio ci piaceva tanto Benito, poi dopo eran tutti anti, e adesso son di nuovo li' a fare il loro numero. Per quelli le pallottole non bastano, ci vuole altro -. Il dito comincia a mitragliare. - E se io c'avessi un bottone per far partire un bella atomica che li cancella dalla faccia della Terra, che neanche se n'accorgano, mo io lo schiaccerei, bum, sta' sicuro.
Come unico risultato Bottone si ritrova con diciotto carte e deve rifare la distribuzione. La Gaggia scuote la testa sconsolato e Walteru'n prova a farsi perdonare.
- Cos'e' questa storia che Fanfani sapeva delle cose, Gaggia?
Un'occhiata oltre il tavolo, il rimprovero per essersi svegliato troppo tardi.
- Eh, sembra che questa ragazza che sa tutto, quella che hanno interrogato, avesse detto un po' di cosine a Fanfani, gia' in dicembre, perche' cosi' l'aveva consigliata il suo parroco.
- I preti, i preti... - annuisce misterioso Stefanelli, anche lui alle prese con l'ammazzacaffe'.
- 'Scolta, Gaggia, - chiede Garibaldi mentre cala un Re di coppe, - non ho mica capito, sai? Com'e' che questa Anna Maria e' andata da Fanfani invece che dai carabinieri?
- Cosa vuoi che ne sappia io! Avra' pensato che eran cose troppo importanti, c'erano di mezzo un po' tutti, nobili, politici, gente molto in alto. Perche', scusa, se te sapevi delle cose cosi' grosse le andavi a raccontare ai carabinieri?
- Ah, me no di sicuro. Mo neanche da Fanfani andavo, altroche'. Dritto in redazione dell'"Unita'" a metter fuori un marone grosso cosi'.
- Be', so brisa me, Fanfani era ministro degli Interni, avran pensato che era meglio.
La porta del bar si apre all'improvviso, e tutti si voltano e smettono di parlare, che e' un orario strano per arrivare e Melega e gli altri sono ancora al lavoro. La pelata di Castelvetri Adelmo fa capolino nel locale, lucida, come le scarpe di pelle del proprietario. Il vestito, invece, da qualche segno di cedimento: gomiti lisi, colori un po' spenti, un bottone diverso dagli altri, ma sempre molto elegante, almeno quanto Pierre, le sere che va a fare il fenomeno al
<A HREF="54_primaparte046">></A>