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Ancora non capisco perche' tutta questa cosa debba restare cosi' segreta. Saresti soltanto un famoso attore che va in visita a un capo di Stato.
- Non e' cosi' semplice. Voglio dire: questo Tito e' un comunista, pero' non sta con i russi. Quindi gli inglesi cercano di tirarlo dalla loro. Solo che per ora non vogliono che la cosa si noti piu' di tanto, non sono ancora sicuri. Soprattutto i russi non devono venirlo a sapere.
Una scodella piena di germogli di soia sostitui' il bicchiere vuoto di beverone vegetale. Cary guardo' la moglie, guardo' la scodella, alzo' di nuovo lo sguardo per rifiutare e si trovo' davanti una forchetta. L'afferro' e comincio' a trangugiare contro voglia.
- "Vostra moglie capira', Mr. Grant". Assurdo, no?
- Si', caro, forse la missione e' assurda, ma tutte le questioni politiche, in fondo, lo sono. Possiamo capirle solo fino a un certo punto. D'altra parte, non ti servirebbe un diversivo? Qualcosa che non sia recitare ma neanche star qui a roderti tutto il santo giorno. Se devi andare a Londra, be', potresti cogliere l'occasione per passare da Bristol a trovare tua madre. Poi? Incontreresti un uomo importante, interessante, che ti tratterebbe con il massimo riguardo. Faresti un favore all'America e a tutti gli altri. Non mi sembra cosi' inaccettabile, anzi.
Cary inarco' il sopracciglio con un gesto automatico: - Ma quella storia del sosia? Quell'uomo che dovrebbe assomigliarmi, quel francocanadese?
- Non dirmi che non sei curioso di incontrarlo. Almeno per vedere se ti assomiglia davvero tanto.
- Se e' per questo non ci sono dubbi. Mi hanno mostrato una foto e se gli avessi chiesto di lasciarmela potresti giudicare anche tu. Un uomo stempiato, del tutto privo di portamento.
Betsy smise di camminare e raggiunse il marito tra i cuscini del divano.
- Ti confesso, caro, che la cosa mi incuriosisce davvero. Insomma, per me, ecco, mi adatterei. Una passeggiata ogni tanto con uno sconosciuto, cosa vuoi che sia.
- Ci pensero', Betsy, ci pensero'. I signori agenti segreti credono basti un po' di trucco per trasformare un commerciante d'auto in Cary Grant. Un lavoraccio, invece: mostrargli come camminare, come vestirsi, come sorridere. Dovrei impartirgli qualche lezione. Sarebbe disastroso, altrimenti: quello non mi somiglia per niente. Per niente!


Capitolo 18
Bologna, 11 febbraio


Verso l'ora di pranzo il bar Aurora e' sempre mezzo vuoto. Siamo in pochi, noialtri che restiamo anche a mangiare. Forse saremmo un po' di piu', se Capponi si sforzasse di offrire qualcosa di diverso dal solito panino con la mortadella, non so, magari un bel piatto di pasta, ma lui dice che per cucinare ci vuole una licenza speciale, e Benassi non ne vuol sapere di prenderla perche' costa troppo. Del resto, anche potendo, chi ha famiglia preferisce andare a casa, che le tagliatelle di una moglie saran sempre piu' buone di quelle di Pierre. Cosi', verso l'una, ci sono soltanto gli scapoli, i vedovi senza figli, e quelli come la Gaggia o Brando che han la bottega a due passi da qui e non hanno voglia di tornare fino a casa.
Ma passa un'ora, un'ora e mezza al massimo, e il bar torna ad animarsi, come un gatto dopo la dormita, qualche sbadiglio ed e' pronto a partire. Per primo arriva Bottone, col figlio Massimo, in motorscooter, un po' traballante sul sedile di dietro. Massimo e' uno di quelli che ha fatto il concorso Diecimila chilometri in Lambretta, quello dove s'e' piazzato terzo uno studente di Bologna che e' andato nel deserto, poi fino a Capo Nord. Lui e' arrivato a Parigi, ha conosciuto una ragazzina, e s'e' scordato il concorso.
Quando Bottone e' gia' seduto vicino alla Gaggia e mescola il mazzo da tarocchino, entrano Walteru'n e Garibaldi, che abitano nello stesso palazzo e girano ancora in bicicletta. Poi pian piano tutti gli altri, con il loro ordine preciso, e l'unico che non sai mai quando potrebbe comparire e' Melega, perche' se ha una notizia da dare, aspetta che il bar sia pieno, per fare piu' effetto, se no, dopo il
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