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nessuno avesse nulla da eccepire sulla sua eleganza. Betsy non ricordava di averlo mai visto uscire dalla camera da letto senza una vestaglia addosso.
- Ho l'impressione, caro, che tu non sappia con precisione di cosa avresti bisogno.
Senza fermarsi, un pensiero ad alta voce: - Non posso ricominciare con questa roba, che diamine!
- Pero', lascia che te lo dica, ricominciare ti farebbe bene, ne sono certa.
- Mi farebbe bene. Ma con cosa? Mi hanno anche proposto un film su Tito, il presidente della Jugoslavia. Ti sembra?
Betsy spalanco' gli occhi e raddrizzo' la schiena, sorpresa: - E chi mai vuole fare un film del genere? Clifford?
- No, MI6.
- Em cosa? E che cos'e', una nuova casa di produzione?
Il divano lo attrasse con i morbidi cuscini. Cary ci sprofondo' dentro, braccia lungo il corpo e gambe distese.
- Military Intelligence, - pronuncio' le parole con tono grave. - I Servizi segreti britannici. Poi la Cia e i governi dell'Alleanza atlantica. Ieri sono stati qui due inglesi, agenti segreti di Sua Maesta', niente a che vedere con il fascino delle spie, parevano funzionari di banca. Vogliono che vada a trovare Tito in Jugoslavia, per discutere di un film sulla sua vita. Mi hanno pure lasciato una lunga documentazione su quest'uomo.
Betsy sorseggio' il succo di carota come un medicinale, e resto' zitta, aspettando che il marito riprendesse. Premendosi gli occhi con le dita, a cercare concentrazione, Cary prosegui': - Un film su Tito. In Jugoslavia. Qualcosa che lo presenti come un eroe agli occhi dell'Occidente. Per farne un alleato accettabile. Lui ha chiesto espressamente che mi si desse una parte, e ci terrebbe molto a incontrarmi. Capito? E di questo film non c'e' nemmeno un copione, una sceneggiatura, un regista. Niente di niente.
- Ma almeno ti hanno detto...
- Lasciami finire, che il bello arriva adesso. Prima di andare in Jugoslavia dovrei passare da Londra, e insomma starei via da casa per qualche settimana. Pero' quelli non vogliono che si sappia in giro, dovrei viaggiare in incognito. E sai qual e' l'idea geniale per non far saltare la dannata copertura? Un sosia, un tipo che dicono sia uguale a me, un francocanadese con un nome assurdo, che verrebbe qui a impersonare Cary Grant. Ti pare possibile?
Ci fu un minuto buono di silenzio. Poi il rumore della carta di giornale ripiegata e lo sbuffo della poltrona che si liberava del peso di Betsy. Adesso era lei a camminare per la stanza:
- Non capisco, caro, spiegati meglio. Vorrebbero che un estraneo venisse a vivere in casa nostra?
- Lo credevo anch'io, Betsy. Ma non sono cosi' folli. Quest'uomo, quest'individuo che dicono mi assomigli, non starebbe sempre qui. Verrebbe ogni tanto, per farsi vedere, per uscire a comprare un dopobarba e rincasare, per portarti a fare una passeggiata, per far sembrare a tutti che Cary Grant non si e' mai mosso da Palm Springs.
Betsy porse al marito il bicchiere di frullato vegetale: non gli avrebbe permesso di lasciarlo li'. La proposta dei Servizi segreti aveva qualcosa di allettante. Certo, non era la ripresa che sognava per Cary, un film che gli facesse tornare voglia di lavorare e fiducia in se stesso. Non era nemmeno ritrovare il pubblico e il successo. Pero' si trattava comunque di qualcosa di attivo, incontrare gente nuova, paesi nuovi, togliersi da casa per due mesi. Una piccola vacanza anche per lei: Cary stava diventando sempre piu' nervoso e depresso, ed era Betsy a farne le spese.
- Chiaramente, ho risposto che tu non avresti mai accettato una situazione del genere. Vostra moglie capira', Mr. Grant, continuavano a ripetermi. Assurdo, gli ho detto, uscire con un estraneo, uno che dovrebbe assomigliarmi, mentre io sono lontano, nemmeno per lavoro, ma per una missione speciale delle piu' incredibili. Ti sembra?
La domestica si sporse sulla porta e Betsy le fece segno di entrare.
- Lascia solo i germogli di soia, Jenny. Almeno i germogli li devi mangiare, caro.
Attese che fosse uscita e cerco' di chiarire le ultime perplessita':
-
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