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possiede la bomba H. Quello che si e' instaurato a livello mondiale e' un equilibrio del terrore, e sul tavolo ci sono almeno quattro questioni cruciali, spinose, dalla cui soluzione diplomatica dipendono le sorti dell'intero pianeta. Vi sembra troppo altisonante?
- Be', chi non ha paura delle bombe atomiche? - rispose Cary.
- Ben detto. E purtroppo, anche nel paese di cui siete diventato cittadino, c'e' gente che ne minaccia l'uso con troppa leggerezza. Da una settimana e' in corso la conferenza di Berlino, a cui partecipano Stati Uniti, Regno Unito, Unione Sovietica e Francia. All'ordine del giorno ci sono la guerra d'Indocina, la spartizione della Corea e il riarmo della Germania Federale. Tralasciamo la Corea, dove si puo' dire che la febbre sia andata calando. La situazione piu' esplosiva e' in Indocina, dove l'esercito coloniale francese e' messo in serie difficolta' dai comunisti di Ho Chi Minh. Quanto al problema tedesco, e' certo che la Germania Federale emendera' la costituzione per permettere la riorganizzazione di un esercito nazionale, e aderire all'Alleanza atlantica entro la fine dell'anno. Vi immaginerete il contraccolpo al Cremlino.
- Immagino diranno che un nuovo esercito tedesco richiamerebbe in servizio svariati pazzoidi nazisti, - argui' l'attore.
- e' uno dei loro argomenti preferiti, in effetti. Ma la Germania non e' piu' un rischio: l'amministrazione alleata, il Piano Marshall e la divisione territoriale hanno stabilizzato la situazione. Diro' di piu': l'anticomunismo dei quadri militari tedeschi e' una risorsa preziosa, poiche' oggi la Germania Federale e' uno dei nostri bastioni lungo la cortina di ferro.
- Intendete dire che, per contrastare i russi, l'Europa confida su gente che ha avuto la svastica al braccio fino all'altro ieri? - chiese Cary.
- a' la guerre comme a' la guerre, Mr. Grant. Vi ripeto che non c'e' rischio di un revival hitleriano, mentre i russi hanno la bomba H e stanno conquistando nuovi territori. Accettare la Germania Federale nel Patto atlantico e' un passaggio decisivo per la conduzione della guerra fredda.
Cary lo interruppe: - Accennavate a quattro questioni cruciali, ma avete detto che a Berlino se ne stanno discutendo tre.
- Debbo constatare che siete un buon ascoltatore, - disse Sir Lewis con un lieve sorriso. - La quarta e' quella relativa alla citta' di Trieste.
- Trieste in Italia?
- e' proprio questo il punto: al momento Trieste non e' territorio italiano ne' e' stata annessa dalla Jugoslavia comunista. La sigla ufficiale e' "Territorio libero di Trieste". L'amministrazione e' da nove anni in mano alle polizie militari britannica e statunitense, i governi italiano e jugoslavo non sono ancora giunti a un accordo, e di recente la citta' e' stata teatro di scontri sanguinosi. e' ferma convinzione dell'MI6 che, ancor piu' che dal riarmo della Germania Federale, e' dai futuri accordi su Trieste che dipenderanno i rapporti tra Est e Ovest. Come voi saprete, il comunismo jugoslavo e' una cosa a se': non obbedisce a Mosca e anzi e' stato "scomunicato" dal Cominform nel '48.
- Il Cominform?
- e' l'organismo consultivo di tutti i partiti comunisti del mondo. Tutti tranne la Lega dei comunisti jugoslavi, appunto.
- E per quale motivo i russi hanno scaricato gli jugoslavi?
- Per il rifiuto di sottostare all'autorita' di Stalin, e per scelte di politica estera giudicate poco ortodosse. In altre parole la Jugoslavia si sottrae alla logica dei blocchi e diserta la guerra fredda. Ad esempio e' rimasta del tutto indifferente al conflitto in Corea. Vedete, tra il '41 e il '45 gli jugoslavi si sono liberati dall'occupazione italotedesca senza l'aiuto di nessuno. Fu il Partito comunista jugoslavo a condurre la lotta. Insomma, i comunisti jugoslavi hanno fatto la loro rivoluzione socialista da soli e per questo possono permettersi di non ossequiare Mosca. Inoltre hanno gia' un leader supremo, il Maresciallo Josip Broz detto "Tito", eroe partigiano e grande stratega militare. A guerra finita non
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