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Fiat 1900 presa in prestito per l'occasione. Entrarono. Trimane si accese una sigaretta.
Disse: - Be', la vedi questa strada?
- Eh, la vedo.
- In Italia le strade non sono buone. Se non c'e' fango, c'e' polvere, se non polvere, buchi, se non buchi...
- Buchi sempre, Vic. And no highways.
Zollo sbircio' lo specchietto retrovisore per vedere se arrivava qualcuno. Voleva sbrigare la faccenda e tornare a Napoli. Il silenzio della campagna gli metteva addosso una strana agitazione.
- Niente buone strade, niente buone auto. Solo carrette.
- Jeezus! Scatole di latta a quattro ruote, fanno piu' rumore di un tank, piu' puzza di una petroliera e d'estate sembra di stare nel forno.
L'arretratezza dell'Italia era uno degli argomenti preferiti anche da Lucky Luciano. Quando gli avevano concesso la grazia per non ben chiariti meriti di guerra e lo avevano spedito oltreoceano, Salvatore Lucania si aspettava qualcosa di piu' dal paese d'origine. Per Stefano Zollo l'effetto non era stato diverso. Si era sentito ripetere che gli italiani avevano portato il crimine organizzato in America, eppure anche sotto quell'aspetto il Belpaese sembrava piuttosto antiquato. Forse che a New York qualcuno sarebbe stato cosi' coglione da dare uno schiaffo a don Luciano? Uno cosi', in America, era gia' a mollo nella Hudson Bay, con due comode calzature di calcestruzzo. Un sistema sicuro e pulito per occultare cadaveri che era valso a Zollo il soprannome di "Steve Cemento".
Di buono in Italia c'erano solo il clima e le donne. Ma anche questo era vero in parte, lo dimostrava il gennaio freddissimo appena trascorso. Le donne, si', erano molto belle, ma come diceva don Luciano, stavano troppo in casa e con i vestiti cercavano di nascondere, piuttosto che mostrare.
- Che dici, Vic, meglio Marilyn o le attrici italiane?
- Eh, caro mio, le italiane c'hanno certe tette! Quando sono arrivato qua, per strada c'erano dei manifesti con una ragazza tutta sporca di fango, una contadina, coi pants corti corti e la maglia stretta. Mi sono fatto anche dire il nome... Mango, Mogano, non ricordo.
Alle spalle, il rumore di un'auto che avanzava. Victor controllo' lo specchietto e annui' col capo. La cabriolet del coglione. Steve usci', raccatto' una grossa chiave inglese dal cofano aperto, a simulare il guasto. La avvolse in una copia di "Il Mattino" e si mise sul ciglio della strada. Il coglione e il compare suo ridevano di gusto. Avevano fatto buoni affari.
Zollo fece un passo avanti.
Si fermo' con una mano alzata, il giornale stretto nell'altra, lungo il corpo.
L'auto del coglione rallento' e si fermo' bruscamente.
Zollo si avvicino' al passeggero.
Zollo disse: - Permettete una parola?
Quello lo guardo' con aria interrogativa.
La chiave inglese calo' sulla testa due volte, con forza. Nonostante il cappello e il giornale, Zollo udi' il rumore del cranio che si fracassava. Lo udi' anche il compare, e appena diede segno di voler reagire, vide Trimane, in piedi accanto alla Fiat 1900, che lo teneva di mira.
- Se conosci qualcun altro che vuole dare schiaffi in giro, digli cos'e' successo all'amico tuo.
Zollo fece un passo indietro e l'auto, sgommando nel fango, riparti'.
Trimane mise in moto e Zollo lo raggiunse.
- Passiamo da casa mia, Vic. Devo cambiarmi 'ste minchia di scarpe.


Capitolo 14
Palm Springs, California, 30 gennaio, pomeriggio


Bill Brown si schiari' la voce. Solo in quel momento Cary noto' i mocassini, penny loafers marrone che facevano a pugni con tutto quello che indossava. A dire il vero, era tutta una scazzottata: pantalone e calzino nero erano troppo corti, e s'intravedeva la peluria delle gambe. Cristo santo, possibile che lo zio Sam mandasse in giro i suoi uomini conciati in quel modo? Gli agenti Fbi non portavano tutti abito scuro, camicia bianca e cravatta nera? Forse quel sabato era il giorno libero di Brown e l'avevano richiamato in servizio all'ultimo minuto. Ma nemmeno nelle ore di relax ci si dovrebbe abbandonare a una tale mancanza di
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