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domenica. Non vengo a prenderti tutte le domeniche?
- Si', ma l'altra volta c'era anche la tua amica.
- Teresa? Non puo' mica venire tutte le volte.
- Ah no? Peccato, perche' a me piace un sacco, la tua amica. Glielo devi dire. e' gentile, sai? Per me tu puoi anche stare a casa, se hai da fare, mandi qua Teresa, andiamo al cinema, prendiamo una cioccolata, e io sto benissimo, proprio benissimo.
Stava quasi gridando, tutto eccitato dall'argomento. Angela si sarebbe pure dispiaciuta, di quel discorso, se non avesse saputo che Ferruccio lo faceva per un motivo preciso. E non era che preferisse Teresa a lei. In realta', sapeva bene cosa c'era sotto, le domeniche che Angela lo affidava a Teresa. E siccome non aveva simpatia per il cognato, gli faceva piacere che la sorella si divertisse un po'.
- Allora glielo dici, eh?
- Che cosa?
- Che a me piace un sacco, la tua amica. Glielo devi dire.
- Va bene, Fefe, glielo dico senz'altro.
Restarono in silenzio qualche minuto. Un folto gruppo di persone chiacchierava di fronte alla chiesa dei Servi, mentre altri, sotto il portico, allungavano il passo verso la messa. I ragazzini giocavano a pallate di neve sotto i tigli scheletrici di piazza Aldrovandi, mentre i genitori prendevano d'assalto una pasticceria. Arrivato alle torri, il tassi' svolto' a sinistra e imbocco' via Castiglione.
La casa di Odoacre era oltre il torresotto, nel punto in cui la via si allargava, lasciando gia' intravedere il cassero della vecchia cinta muraria. Oltre quel limite, la strada si inerpicava sulle colline, rifugio per i piu' ricchi, nelle ville lussuose, e per i fidanzati, chiusi dentro le auto o sdraiati nell'erba.
Angela pago' il prezzo della corsa e si affretto' verso il portone, mentre Ferruccio gia' bloccava la vicina del piano di sotto per farsi dare l'ennesima sigaretta.
Era uscito un po' di sole e faceva meno freddo. Penso' che si', magari poteva davvero cambiarsi le scarpe e portare il fratello ai Giardini Margherita. Una domenica senza fare due passi non lo metteva tanto di buon umore. E non perche' avesse bisogno di camminare e prendere dell'aria, il parco di Villa Azzurra bastava e avanzava allo scopo. Ma senza una bella passeggiata in mezzo alla gente, come le metteva insieme Fefe quelle quaranta, cinquanta sigarette da offrire il lunedi'?


Capitolo 11


Dichiarazione resa in data 25/01/1954 al commissario di P. S. Pasquale Cinquegrana da Pagano Salvatore di ignoto, sospettato del furto di un costoso apparecchio televisivo di marca americana dalla base militare delle Forze alleate di Agnano, Napoli.

D'accordo, ho capito. Voi dite che ci starebbe una persona che mi vide dalle parti della base. Agnano, dico. La base degli Alleati ad Agnano. Ma che significa? Puo' essersi pure sbagliato, voi lo sapete come succede quando fa buio, che credete di riconoscere un amico e invece e' qualcuno che non c'entra. Ecco, cosi' dev'essere andata. Cosa credete? C'e' piu' di una persona che vi puo' dire che stavo alla festa. Vi ho gia' parlato l'altra volta della festa, quella della Befana. All'orfanotrofio Santa Teresa. Certo, a distribuire i regali alle creature, come no? Lo potete chiedere a suor Giuliana, se volete, non era mica buio la', quella mi ha visto per bene in faccia, insomma, abbiamo pure parlato. E c'era anche suor Maddalena, pure a lei lo potete domandare. Non penserete che due suore vi vogliano mentire, quelle sono le spose di Cristo, voi le conoscete le suore, preghiere e opere buone, non sanno nemmeno cos'e' una bugia, cioe', intendetemi, lo sanno, pero' pensano che se uno le dice la Madonna piange, davvero, cosi' ci dicevano, lo sapete cosa succede se dite le bugie?
A me sono loro che m'hanno cresciuto. Le suore, dico. Suor Giuliana e suor Maddalena insieme. Potete controllare, fino all'eta' di tredici anni ho abitato presso la Casa del fanciullo di Santa Teresa, perche' insomma, mia madre aveva danaro appena per campare, poveretta, e con il mestiere che faceva, non so se mi spiego, una creatura
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