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fuori citta', il caos raggiunse il culmine, per via del passaggio del tram, con fuggi fuggi di carretti e cavalli, e quando si apri' il varco, Ettore ci ando' dentro deciso facendosi largo verso la strada sgombra.
Dietro di lui, il rumore dei freni del camion di Palmo e le grida impazzite gli annunciarono la merda che temeva.
Il ragazzino si contorceva sotto le ruote posteriori, o meglio tra le ruote e il carretto su cui veniva trainato dai compari, urlando come un forsennato, mentre un altro si aggrappava al parabrezza, gridando anche lui: - L'accis'! L'accis'! - e subito gente si accalcava intorno.
Quando vide Palmo, paonazzo, scendere dal mezzo imbracciando il fucile capi' che era fatta.
- Dio cristo, Palmo! Stai li', non scendere, Palmo! Per Dio!
Ma Palmo era gia' sceso e da quel momento tutto duro' pochi secondi: i ragazzini fanno rotolare a gambe all'aria Palmo, quello di non piu' di dodici anni salta al volante, altri tre o quattro col carico, e il vuoto improvviso alle spalle del camion, che gli permette una rapida inversione e la fuga, nonostante i colpi sparati in aria da Ettore, furibondo.
Una delle scimmie della banda non era riuscita a scappare. Si dimenava, mentre Palmo tornava bestemmiando verso il camion, il fucile in mano e la peste stretta al braccio.
Ettore non aveva potuto che guardare, a meno di quindici metri di distanza. Fosse sceso, avrebbe perso anche il suo camion.
- Sei un cretino, Palmo, - disse non appena quello fu salito col serpente che si divincolava e urlava: - Lassam'! Lassam'!
Ettore gli mollo' un manrovescio. Smise.
- E adesso cosa facciamo? - chiese Palmo, che ansimava, agitato.
- Torniamo indietro, alle banchine, ad ammazzare qualcuno e a farci ammazzate.
Nessuna delle due cose era nelle intenzioni di Ettore, ma era incazzato, l'aveva detto per fare paura a Palmo e a quel piccolo figlio di puttana. Gli avevano fottuto il camion, dio cristo! Cosa gli raccontava a Bianco?

- I'm sorry, goombah. Questi carusi qua sono indemoniati, these fuckin' brats, diavoli sono...
- Senti, americano, io senza il camion e il carico non vado via, e lo so che non finisco bene e il mio socio neppure, pero' prima ci divertiamo anche noi.
- Ascolta, amico. Adesso vedo cosa posso fare. Pero' qua non fai puttanate. Metti via le armi e dici al tuo socio di lasciare il caruso, che tanto non vi serve a niente, che come questo ce ne stanno anche troppi qua. Senno' viene la Military Police.
Ettore lo guardo' torvo: - Credi che non lo so che qua la polizia vede quello che vuole vedere? Voglio il camion. Senza il camion qua succede un macello.
Victor Trimane sbuffo' un paio di volte, troubles every fuckin' day. Si aggiusto' la cravatta, lancio' un'occhiata intorno, e fece cenno a uno tra i tanti li' in giro.
Scambio' poche battute con un tipo piccolo e magro che gesticolava a piu' non posso, e prima faceva di no con la testa, poi, rassegnato, parve convincersi. Mentre quello si allontanava, Vic disse ad alta voce: - Diglielo, che dopo arriviamo io e Steve Cemento. Diglielo, Antonio, e fai presto!
Torno' verso Ettore con un sorriso stirato.
- Amico, vedi che adesso risolviamo tutto. Tu aspetta qua e non fare sciocchezze.
Poi si avvicino' a Palmo, libero' il bambino dalla presa e lo spedi' via con un calcio nel culo.
Ettore si accese un'altra sigaretta, doveva aspettare e sperare che gli andasse bene, che non li stessero prendendo in giro, lui e quell'imbecille di socio che si ritrovava.
Palmo stava affianco a lui, muto e rosso in faccia, fremeva e ancora non aveva mollato il fucile.
Ettore gli allungo' una sigaretta: - Fumati questa e metti via il ferro, veloce.

Un'ora dopo, Antonio ricomparve alla guida del camion tra le urla e gli schiamazzi di una folla che non aveva mai smesso di commentare i fatti.
Ettore si senti' piu' leggero, ma anche il camion lo era.
Davanti al cassone vuoto guardo' Vic con aria interrogativa.
Quello alzo' le spalle: - Che minchia devo fare, amico? Questi bestie sono. La miseria li rende 
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