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alle rubriche di pettegolezzi di Edda Hopper e Louella Parsons, a una madre carogna che l'avrebbe fatta internare.
In manicomio, proprio come Elsie.
Archie non si dava pace, e faceva sentire colpevole Cary.
Uguale a diciassette anni prima, gli stessi capelli biondi, le sopracciglia rasate, il corpo non ancora violato, avvolta in una specie di sudario. Tornava a loro sorridente, ma rammentando che non avevano detto una sola parola contro i suoi persecutori.


Capitolo 7
Bar Aurora, 19 gennaio


- e' che in Italia non decidono gli italiani, ecco cos'e', te lo dico io. Che se dipende da me, sai dove li mando gli Alleati... C'e' un bel da dire che nel '48 abbiam perso le elezioni. Per forza, con tutti i soldi che gli americani hanno dato alla Dc e tutti i terroni che vanno dietro i preti. Quelli la' in bassitalia preferiscono cosi'. e' cosi' che sono abituati: tirare a campare, vero Walteru'n? Dillo te, che ci sei nato e cresciuto.
Walteru'n scruta le carte perplesso senza badare alla domanda di Melega. Quando si parla di politica Walteru'n non interviene quasi mai, tanto che qualcuno e' arrivato a dubitare della sua provata fede. Sono solo maldicenze, e' chiaro, pero' e' vero che e' difficile sapere come la pensa su un sacco di questioni importanti, come Trieste italiana, la Germania o l'arrivo della televisione.
Oggi e' Trieste a tenere banco, o meglio, e' Mauro Melega, a boccette il migliore di tutto il bar, che parla col solito tono troppo alto e costringe tutti ad ascoltarlo, anche se qualcuno magari vorrebbe pensare ai fatti suoi. Poi si sa come succede: si comincia col piu' e col meno e si arriva a parlare urbietorbi anche delle cose gravi, e alla fine non sai piu' da dove eri partito.
- Tutti democristiani per convenienza, i terroni, perche' si sa che gli americani e i preti un regalo ogni tanto te lo fanno sempre: che sia la cioccolata o un paio di scarpe, e' sempre lo stesso: ringraziare e zitti. Gli americani e il Vaticano comandano in Italia, tutto purche' non si vada al governo noialtri, che poi siamo gli unici che sanno cosa e' meglio per l'Italia. Siamo sempre noi che dobbiamo fare per tutti. Guarda bene che casino hanno fatto a Trieste alla fine dell'anno. Da'nno contro agli americani e agli inglesi, li vogliono cacciare via, e c'hanno ragione, poveretti, mica puoi stare con lo straniero in casa per tutta la vita. Ma gli Alleati hanno paura che Tito si prenda Trieste e non si fidano degli italiani. Morale della favola: sono dieci anni che non mollano. E i triestini se lo prendono in quel posto.
Walteru'n alza la testa dalla briscola e allunga il collo: - Ma mi spieghi ancora quella storia di Tito, che ogni tanto me la dimentico. Com'e' che e' un fascista? Voglio dire, e' un comunista, ma fascista, vero?
Melega sospira, con la faccia che fa quando vuole dire "Il solito terrone ignorante": - Allora ascolta bene, che poi non te lo dico piu'. Mica tutti quelli che dicono di esser comunisti sono comunisti davvero. E senno' avremmo gia' vinto in tutto il mondo! Tito ad esempio fa il filo agli americani, fa la puttana, vuole andare con tutti. Vuole fare il socialismo ma per i fatti suoi, come gli va bene a lui, non vuole ascoltare nessuno, men che meno i russi, che la rivoluzione l'han fatta prima di lui. Ma dico io, se c'e' uno che ha fatto bene le cose prima di te, sara' pur meglio dargli retta, no? Vuol dire che c'ha piu' esperienza! Ma gli slavi son brutta gente, non ti puoi mai fidare, zingari, tutti quanti, peggio dei terroni. Solo noi, ci siamo solo noialtri a far da sentinelle, che non ce lo mettano in quel posto.
Poi, siccome deve tirare il boccino, Melega si piega sul biliardo e per un po' sta zitto, concentrato sul gioco, e dando le spalle alla porta non si accorge che intanto e' entrato Benfenati, della Sezione, per la solita visita. E non appena ha preso il punto, vorrebbe continuare il discorso, e soprattutto le offese per zingari, terroni e vagabondi, se non fosse che Bortolotti riesce a salvarlo: - C'e'
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