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non vi sta bene, il picchetto ve lo paga a mezzo.
Spagnuolo afferro' la mazzetta e conto' veloce, scarabocchio' ancora qualcosa e ne strappo' una striscia.
- Cinquemila su Ninfa.
Il giudice di gara diede il segnale di avviare i cavalli alle gabbie. Magione dentro per primo, seguito da Augusta. Marano trattenne Ninfa finche' non entro' anche Lario. Monte Allegro girava ancora al largo creando qualche problema al fantino. Il nervosismo contagio' anche Verdi e Redipuglia, che iniziarono a sbuffare e strattonare le briglie.
Gennaro Iovene richiuse la valigetta con gli strumenti veterinari e si avvio' all'uscita delle scuderie. La luce intensa lo abbaglio' appena fu all'esterno. Ebbe un attimo di esitazione poi prese per il vialetto lungo la destra, verso le piste, vedendo in lontananza i cavalli entrare nelle gabbie. L'uomo col cappotto nero, mani nelle tasche, dava le spalle al circuito. Iovene si limito' a un cenno del capo, e quando quello si accese una sigaretta seppe che il segnale era giunto a destinazione.
Prosegui' senza voltarsi, sentendo crescere il fragore del pubblico.
- I cavalli sono in partenza. Un minuto alla chiusura delle scommesse al totalizzatore, - rimbombarono gli altoparlanti.
Marano tenne Ninfa ben stretta. La femmina punto' il muso oltre il cancelletto. Gli altri erano gia' tutti dentro, eccetto Monte Allegro, che continuava a opporre resistenza. Con poderosi colpi sui fianchi, e l'aiuto di un paio di inservienti, Cabras riusci' a farlo entrare.
Cassazione scalpitava quasi quanto il morello che era entrato per ultimo. Continuava a soffiarsi il naso nervoso. Accanto a lui, anche Kociss non si sentiva tranquillo, con tutti quei soldi nelle tasche. Erano piu' di quanti ne avesse mai contati in vent'anni di vita. Fecero un cenno a quelli che li aspettavano davanti ai picchetti, passandogli i soldi con un movimento istantaneo. Partirono tutti e quattro all'unisono, infilandosi tra la gente che assediava i banchi degli allibratori. Kociss allungo' il mazzo di banconote: - Centomila su Monte Allegro!
L'allibratore allungo' il collo: - Cosa?
Piu' forte. - Centomila su Monte Allegro!
La stessa scena si ripete' agli altri tre banchi. Gli allibratori si voltarono in un unico movimento per riscrivere la quota sulle lavagnette. Da sette a due e mezzo. Era andata.
Kociss sfreccio' come un fulmine al totalizzatore, dentro l'edificio coperto, spintonando alcuni scommettitori, raggiunse la ricevitoria all'ultimo secondo disponibile: - Centomila sul numero sei, Monte Allegro.
La cassiera non batte' ciglio ed emise la ricevuta. Al totalizzatore la quota di Monte Allegro scese da centottanta lire a poco piu' di novanta.
Kociss sorrise a Cassazione - Iamm'.
I cancelletti si aprirono con un unico clangore metallico riversando gli animali sulla pista.
- Partiti!! - tuono' lo speaker.
Saverio Spagnuolo se li vide sfrecciare davanti. Serro' le banconote stropicciate nelle tasche e prego' sua madre in cielo che tutto filasse liscio.
Magione prese subito un paio di lunghezze, all'ingresso della curva. Marano lo lascio' andare tenendo Ninfa un po' discosta, sulla sua scia. Subito dietro Verdi, con ai fianchi Redipuglia a precedere Lario e Augusta, Monte Allegro lungo lo steccato.
Iovene si fermo' pochi metri prima del cancello. Si disse che era la curiosita' di vedere la corsa, ma sapeva benissimo che era paura. Paura che qualcosa andasse storto. In ogni momento aveva la sensazione che la valigetta scivolasse dalla mano sudata o che qualcuno gliela potesse strappare. La siringa li' dentro valeva duecentocinquantamila lire. Degluti'.
Ai mille metri Ninfa comincio' la sua progressione, incalzando Magione, che procedeva in testa lungo lo steccato, fino ad affiancarlo. Augusta e Lario cominciarono a perdere metri, non trovando terreno galoppabile. Cabras mantenne Monte Allegro lungo la corda, accorciando la distanza dai primi e superando Verdi all'interno. Marano si volto' per controllare la situazione, e vide il morello guadagnare terreno
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