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chiamava Pierino Addobbati, si disse che era figlio di un medico esule da Zara. Tutti ricordarono il suo nastrino tricolore all'occhiello imbevuto di sangue. Mori' anche Antonio Zavadil, cameriere marittimo di sessant'anni, un oriundo ceco naturalizzato triestino. Ci furono dodici feriti gravi, e una quarantina di arrestati. La polizia devasto' le sedi del Msi e della societa' sportiva "La fiamma", per far credere di aver represso una manifestazione neofascista.
I corrispondenti italiani dei giornali britannici, nei loro pezzi, parlarono di "azioni teppistiche" di "gangster neofascisti".
Da Roma, il presidente del Consiglio Pella esorto' i Triestini a "conservare la calma dei forti".
L'indomani fu proclamato lo sciopero generale. La tensione crebbe finche', verso le dieci del mattino, non ripresero gli scontri e le sparatorie. All'angolo tra via Mazzini e via Milano, dimostranti rovesciarono e incendiarono una jeep della polizia. Sedi di associazioni slovene e indipendentiste vennero invase e devastate. Qualcuno lancio' una bomba a mano contro la Prefettura. In via del Teatro la polizia apri' il fuoco anche sulle persone affacciate alle finestre. Quel 6 novembre, la polizia uccise altre quattro persone, ferendone trenta.
Quando Rizzi lo venne a sapere, se ne stava a pancia in giu' su un letto d'ospedale, umiliato e affranto, e piu' che alla patria pensava al proprio deretano.
Quel Pinamonti, o era un profeta, o portava scalogna.


III. Intorno al mondo, 25 dicembre 1953

Sostanza che rilassa cuore e sfintere, nettare che placa ribellioni nei muscoli, storie di fate raccontate a ossa e articolazioni. Frutto acerbo di Papaver somniferum. Mano di turco, mano di laotiano, mano di birmano. Polso fermo, lama che incide, lattice che tocca l'aria e si rapprende. Poltiglia marrone che appiccica le dita. Filamenti e polpastrelli, bimbi che giocano con resina di pino.

Chandu, oppio preparato. Pani che riempiono casse che riempiono autocarri che raggiungono aerei o navi in attesa. Doganieri compiacenti, occhi chiusi di eserciti e stati, investimenti tramite banche. Un chilo d'oppio diventa cento grammi di morfina che diventano centoventi di eroina pura che si mescola a talco, polvere di gesso, chissa' cos'altro.
Per ogni dollaro speso in oppio se ne guadagnano cinquemila.

Merce che ogni mercante sogna, additivo bramato da ogni sistema circolatorio.
Rotte incrociate. Dalla Turchia alla Sicilia attraverso Bulgaria e Jugoslavia. Dalla Sicilia a Marsiglia. Dall'Indocina a Marsiglia sulle navi dei Legionari. Da Marsiglia alla Sicilia.
Dal Mediterraneo all'America.

"The French Connection".

La cravatta stringe il braccio. Ago infilato di fretta nell'incavo del gomito squarcia la vena, ben visibile sotto la pelle scura. Schizzo di plasma, eritrociti, leucociti, inutili trombociti sbalzati nel mondo esterno. L'imprecazione chiama in causa il Creatore. Nessuno la sente.
A parte il Creatore.
E le blatte, da dietro i battiscopa.
Ma il Creatore chi lo sa se esiste davvero. E le blatte non hanno orecchie.
Corpo: involucro di tremiti e sussulti, nemmeno un muscolo che faccia il suo dovere senza lamentarsi. Sangue di morto in piedi, odore di gengivite acuta, sudore freddo.
Il musicista preme un fazzoletto sul buco. Sospira. Lega la cravatta intorno all'altro braccio. Difficile premere lo stantuffo della siringa. La mano che usi di meno sembra appartenere a un altro. Il cervello non sa dirigerla. Calma, calma, respira e riprova.
Ecco, nessun problema. Siero caldo inizia la corsa.
Euforia e benessere, un pollice dopo l'altro.
Slega la cravatta comprata da Brooks Brothers.
Silenzioso peto di beatitudine. Sorriso. Buon Natale.


Prima parte
ipan

Capitolo 1
Napoli, Ippodromo di Agnano, domenica 3 gennaio 1954

Magione usci' per primo al tondino, accompagnato dall'artiere che indossava i colori azzurro e oro della scuderia. Comincio' a girare, scrollando il collo, quasi a sciogliere la tensione. Quattro anni di purosangue fulvo, muso
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