Altai, la storia, Manuel Cardoso. Voci dalla presentazione padovana
Un estratto dalla presentazione di Altai al laboratorio Reality Shock di Padova, per l’occasione stipatissimo, sera del 9 dicembre 2009.
La presentazione è durata circa due ore e mezzo, questo file sonoro dura 26 minuti. E’ uno scambio di vedute tra WM1 (la prima voce che si sente), WM5 (secondo a parlare) e Mario Galzigna, docente di Storia della scienza ed Epistemologia clinica all’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Dopo l’intervento introduttivo di Omid Firuzi del Reality Shock e una spiegazione, con alcuni esempi, di come lavoriamo coi materiali storiografici, prende la parola Galzigna, che si dice insoddisfatto della recensione di Adriano Prosperi apparsa su Repubblica il 17 novembre scorso, accenna all’importanza dell’immaginazione nel lavoro dello storico, brevemente rintraccia nel nostro lavoro influenze di Michel Foucault e Gilles Deleuze, infine ci incalza sulla “pluralità” dell’io di Manuel Cardoso, nonché sul lirismo “trattenuto” di certi passaggi. Tutto questo, alquanto miracolosamente, senza mai scivolare nell’accademichese.
Ancor più miracolosamente, noi rispondiamo e discutiamo con lui senza fare spoiler né rovinare alcuna sorpresa ai molti presenti che non hanno ancora letto il libro! Una roba funambolica…
Subito dopo, si è scatenata una ridda di domande e interventi. Il dibattito non era amplificato, quindi nella registrazione integrale molte domande non sono intelligibili e alcune risposte sembrano partire appese a mezz’aria. La parte che abbiamo estratto è, tecnicamente, la meglio riuscita.
Buon ascolto.
P.S. Era una delle nostre serate-ubiquità. In contemporanea, WM2 e WM4 erano a Forlì, in cima alla Collina dei conigli.
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Link: Wu Ming presenta ALTAI a Padova [file audio] « il blog di maddalena mapelli
Date: 13/12/2009
Time: 12:49 pm
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Link: ALTAI » Blog Archive » Alessandro Barbero recensisce Altai su Tuttolibri
Date: 20/12/2009
Time: 10:14 pm
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Date: 11/12/2009
Time: 5:08 pm
OT per Wu Ming 4: ripensavo alla serata/presentazione a Forlì (Collina dei conigli) e al tuo commento ironico relativo alla moda, qui in Romagna, di riempire i parchi cittadini di conigli… sarà mica una risposta a quei fighetti di Oxford che hanno i daini nel giardino del Magdalene College? Insomma, il nostro è snobismo romagnolo :-)
Date: 11/12/2009
Time: 6:35 pm
OT per Anna Luisa: non è che oltre al carrubo vorresti avere i daini del Magdalene e fare un tuo ‘giardino del ricordo’ dei tuoi libri preferiti? Scusate…:-))
Date: 11/12/2009
Time: 6:58 pm
Paola, la questione è assai complicata dal momento che possiedo solo 5 metri quadrati di terrazzo e già con il carrubo avrei dei seri problemi, figuriamoci con i daini…
Per ora mi accontento del pettirosso che quotidianamente viene a trovarmi (ho posizionato una gabbietta aperta, in stile vittoriano e l’ho riempita di briciole) all’ora di colazione. Arriva tutti i giorni, puntuale come una tassa ;-)
Scusate l’OT, ma poi neppure tanto, visto che l’immagine del giardino in Altai torna spesso.
Date: 11/12/2009
Time: 7:08 pm
Ho ascoltato la presentazione padovana. Il passaggio di Wu ming 1 sullo “sguardo dell’altro” (Manuel osservando il suo avversario modifica se stesso, la propria interiorità e comincia a conoscersi) sarebbe piaciuto, a parer mio, a J.P.Vernant: nei suoi libri parlava spesso di reciprocità di sguardi, dell’importanza di specchiarsi negli occhi dell’altro per giungere all’autoconoscenza.