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Anatra all’arancia meccanica

Il risveglio di Anatrino – #Occupy Anatropoli! #AaAM

#Occupy deposito di Anatrone

by Carlo Odorici, 2001

Domenica 11 marzo 2012 il Wu Ming Nabat Ensemble (stessa formazione del Live at Bartleby’s) si è esibito al Palazzo dei principi di Correggio (RE). L’occasione era la presentazione della Rete Spartaco. La scaletta differiva in parte da quella del Live at Bartleby’s. Sempre racconti da Anatra all’arancia meccanica, ma con due aggiunte: «La ballata del Corazza» e, soprattutto, «Il risveglio di Anatrino», ovvero i primi due capitoli del racconto lungo che dà il titolo all’antologia, «Canard à l’orange mécanique».

Ascolta/scarica «Il risveglio di Anatrino» – Mp3 192k, 25 mega, 18 minuti

Wu Ming 2 – voce
Yu Guerra (già chitarrista e seconda voce dei Nabat) – chitarre
Riccardo Pedrini (Nabat) – chitarre
Wu Ming 5 – chitarre
N.B. Gli ultimi due da dodici anni occupano la stessa massa corporea.

Ultimi appuntamenti del tumultuoso 2011: Bologna, Trieste, Torino

Copertina e retrocopertina di Arzèstula dei Funambolique

Mercoledì 14 dicembre, Wu Ming 2 interverrà all’ITC Teatro di S. Lazzaro di Savena (BO), via Rimembranze 26. Alle h.21 andrà in scena lo spettacolo “Report dalla città fragile”, di e con Gigi Gherzi, nato a partire da interviste raccolte nelle città e all’interno dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano. Una co-produzione di Olinda e Teatro dell’Argine.
Qui una bella presentazione video del progetto.
WM2 parlerà  di “Bologna città fragile” e discuterà con il pubblico. Prenotazioni qui. Prosegui la lettura ›

Anatra all’arancia meccanica: che se ne dice in giro? Part 2 / #AaAM


[Prima di qualunque altra cosa:
un saluto al compagno Matteo Dean. Lo conoscemmo in Messico nel 2001, durante la “Marcia della dignità” zapatista. Lo abbiamo letto su Carta, su Carmilla, sul Manifesto… Su Carmilla lo ricordano Fabrizio Lorusso e Vittorio Sergi. Su Coessenza lo ricorda Claudio Dionesalvi. Compagni che lo conoscevano molto meglio di noi. E’ in direzione delle loro parole che ora vi sospingiamo. Il nostro post può anche attendere.]

Dopo una prima ondata di recensioni, omaggi e spin-off, torniamo a passare in rassegna i giudizi sulla nostra uscita più recente, Anatra all’arancia meccanica.
Abbiamo già avuto modo di dire, anche con un certo stupore, che quest’antologia di racconti è finora «il nostro più grande successo di critica».
Ovviamente, nell’epoca attuale, una frase del genere ha un senso diverso da quello di una volta. Oggi la distinzione tra “critica” e “pubblico” è molto più labile e sfumata, perché le recensioni le scrivono e pubblicano anche i lettori. Anzi, diciamolo: ormai le scrivono più spesso i lettori. Facciamo sommessamente notare che, al momento, la pagina di Q su Anobii offre la bellezza di 910 recensioni. Alcune sono solo brevi commenti, “one-liners” (a volte addirittura “one-worders“!), ma molte sono, al contrario, sorprendentemente dettagliate. Prima della rete, nessuna uscita editoriale poteva sperare in quasi mille recensioni, mai e poi mai. Tantomeno ci si aspettava che un libro continuasse a essere recensito, senza pause né rallentamenti, dodici anni dopo l’uscita. Ci rendiamo conto o no che sono cambiate le regole e la natura stessa del “gioco”? Prosegui la lettura ›

Anatra all’arancia meccanica. Che se ne dice in giro? – #AaAM


Dai muri di Topologna. Immagine realizzata da AkaOnir

Oggi, secondo giorno di fiorile dell’anno CCXIX, offriamo ai nostri lettori una panoramica di recensioni e commenti su Anatra all’arancia meccanica.
Nelle prime settimane di avvistamenti in cielo e nei fiumi, i più disparati soggetti hanno risposto ai perentori “quack!” dell’incazzoso volatile. Alcune recensioni le avevamo già proposte/linkate nell’immediato, a inchiostro ancora tiepido sulle pagine del libro. Quivi proponiamo quelle del collettivo Militant, dello scrittore Nino G. D’Attis, del critico Renato Barilli (uscita sull’inserto TTL de La Stampa), di Mauro Trotta (uscita sul Manifesto), oltre a segnalare lo spin-off in stile Star Trek dello scrittore Angelo Ricci e l’articolata proposta cinematografica del blogger jumpinshark. Naturalmente, molte recensioni di lettori sono su Anobii, e se siete su Twitter, potete seguire l’hashtag #AaAM. Prosegui la lettura ›

Giorgio Vasta e l’Anatra su Repubblica – #AaAM

Su La Repubblica di oggi, il collega Giorgio Vasta recensisce Anatra all’arancia meccanica. Parla di “corroborante, vitale visionarietà”. Na li, na li (“troppo buono” in cinese; se andate in Cina, non rispondete mai “Grazie” a un complimento). Ecco la recensione:

NELL’ITALIA ANNI ZERO, L’ANIMA DEL PRESENTE
“Anatra all’arancia meccanica”, i racconti scritti dai Wu Ming dal 2000 a oggi.
Dai resoconti tragicomici del mondo cinematografico alla narrazione che prende le mosse dai fatti di cronaca: la scrittura che si confronta con quel decennio utilizza stili differenti

Per passare al setaccio il tempo presente occorre un crivello raffinato in grado di filtrare e rendere riconoscibili i diversi materiali che danno forma alla nostra contemporaneità. Prosegui la lettura ›

Anatra all’arancia meccanica. L’ultraviolenza è in libreria, quack!

Illustrazione di Carlo Odorici, 2001

«- Salve, Anatrino. Finalmente si può parlare da persone civili.
– Io non sono una persona civile. Almeno non secondo i vostri canoni borghesi di civiltà. Io sono il prodotto di decenni di sfruttamento e abbrutimento a cui voi mi avete condannato. Sono incazzato nero e non ho intenzione di farmi leccare il culo. Sappiatelo.»

In alcune librerie arriva oggi, in tutte le altre domani. Anatra all’arancia meccanica (Einaudi Stile libero big), quattrocento pagine di “Cura Ludovico” per l’Italia († 1861-2011) e per i vostri cari. Dal testo introduttivo di Tommaso De Lorenzis:

[…] Anatra all’arancia meccanica è una selezione di racconti redatti dal collettivo Wu Ming durante il primo decennio del secolo. Testo babelico che mischia surreali cronistorie dell’anno Duemila e visioni negative, ruvidità degli slang e reminiscenze dialettali, derive oniriche e quadri d’un realismo secchissimo, quest’antologia garantisce un’immersione negli abissi di un’epoca ineffabile. Troppo controversa per essere passata. Troppo fulminea per dirsi pienamente contemporanea. Troppo incerta per valere da anticipazione d’un qualche futuro. Prosegui la lettura ›