Canterà da usignolo il fucile d’oro. A Roberto Roversi, 1923 – 2012

Roberto Roversi

Italia Italia Italia.
Dice: il Che mi è caro e non è morto mai.
Dice: in tanti lo fischiano io continuo a cantarlo.
È il mio eroe di Alamo
e la vita è battaglia all’ultimo sangue
alle volte capita di dover fare
di potere rischiare e di dover cadere.
Hanno memorie rapide e leggere
i mandarini di casa nostra.

[...]

Le miserie d’Italia maledizione d’Italia numero otto
una volta gli aranci oggi una nuvola nera
dove il mare ora l’onda si ferma nel rosso del fuoco tramonto
dove la speranza intera e uomini pescatori di spade
oggi pervade la landa un’idea di miseria dolore
ho visto molte ombre nel corso di questa giornata
ho potuto contare le orme
ricordo in Italia minuetti sui piedi danzanti
ariette napoletane in un cielo di Giove
oggi crateri a Palermo vulcani a Milano
con voli improvvisi di morte
inesorabile fato questa antichissima Esperia
nel fango non ha destino il futuro.
Ammanettati con piccole catene d’oro
simulacri di uomini tomba ridono liberi a Roma.
Sono difesi da pietre porte di una città devastata.
Solo il fucile d’oro è arbitro di queste contese
se canta da usignolo
sarà un nuovo mattino.

Da: Roberto Roversi,  Trenta miserie d’Italia [Quarta parte de “L’ Italia sepolta sotto la neve”], Sigismundus, Ascoli Piceno, 2011
Share
Versione stampabile / Print this post flattr this!

9 commenti - 2 diramazioni Scrivi un commento
  1. cirano2 says:

    ha ragione Fenoglio: “partigiano è come poeta, parola assoluta!”

  2. Dubmilitant says:

    [...]
    Bisogna armare d’acciaio
    i canti del nostro tempo.
    Anche i poeti
    imparino a combattere.

    Ho Chi Minh

  3. frost says:

    Secondo voi, ci sarà mai un’edizione critica che metterà insieme tutti i pezzi e le varianti di L’Italia sepolta dalla neve? E (domanda seria) sarebbe giusto farlo?

    Mostra/nascondi risposte
    • Wu Ming 1 says:

      Boh, io me lo auspico, ma penso che la strategia editoriale di Roberto Roversi rimarrà imprevedibile anche post mortem :-D

  4. kiba57 says:

    Quasi un anno fa moriva Andrea Zanzotto, anche lui poeta, anche lui partigiano (Giustizia e Libertà). Forse dovremo ascoltare di più i poeti e forse sarebbe bello ascoltare quello che hanno ancora da dire gli ultimi partigiani rimasti, portatori di memorie e speranze che non sono riusciti (purtroppo) a vedere realizzate.

    Mostra/nascondi risposte
    • Wu Ming 1 says:

      Tristissimi 25 aprile
      morti in piedi sull’attenti
      al cimitero
      qualche osso perso per la strada
      nel sole sfacciato freddo
      – o è lo stesso, tutto raggi gamma
      noi sordi al 70%
      sentiamo gente che parla
      come da un altro mondo.
      5 pianeti occorrono alla fame dei terrestri
      terroristi in favore della
      pletora
      ma il re degli scemi governa
      ma il re degl’ipocriti
      da cent’anni siede avvitato al seggio degli idiotitani
      SULLA STRADA DEL MURO

      La stoltezza che circola si palpa
      come un vento
      i vecchi partigiani
      si perdono col loro alzaimer
      i vecchi ex internati
      nel loro post-ictus
      tutto è perso o
      sotto malocchio
      al gatto Uttino hanno
      spezzato la coda
      Nulla so del filmato
      sulle ceneri già lontane
      del ragazzo Turra / massacrato in Colombia
      Non parlatemi più
      Ma nelle immondizie
      troverò tracce del sublime
      buone per tutte le rime

      da: Andrea Zanzotto, Conglomerati, 2009

      Mostra/nascondi risposte
      • kiba57 says:

        da «Tutto bruciato» di Roberto Roversi

        Marco appare. “Il paese bruciato.
        Guarda le case, tronchi senza vita,
        macerie, polvere.
        La forte gioventù morta, fuggita”.
        Il sole indora la campagna,
        cade dai nevai;
        odore di un fuoco calmo dentro al vento.
        La gente ferma sulla piazza.
        M’azzanna il cuore una vespa infuriata.
        “I mongoli affamati
        dànno alla nostra carne questi morsi.
        I tedeschi li armano, li avventano
        ubriacandoli; bruciati dalla grappa
        cadono urlando sulla strada,
        prendono le donne come cani.
        Pecore siamo nell’Italia morta”.
        M’avvio nella valle solcata
        da un fiume, con cime fuggenti,
        stormire d’alberi,
        ruscelli stenti migrano, fra onde
        di foglie i castelli persi nelle ombre.
        Case incendiate specchiano le nubi;
        dentro ai paesi occhi e ossa d’uomini
        tendono la mano, pellegrini
        vinti da una sciagura.
        Pendono le travi delle case.
        “Le donne uccise”, dicono, “o scampate
        al massacro, spente di paura
        giacciono nel buio delle stalle.
        Da uscio a uscio per fienili e case
        i mongoli cercarono, fra le balle
        di paglia, carrette rovesciate;
        bruciò il paese, fuggono le donne
        rauche disfatte pazze di terrore”.
        I vigorosi uomini lontani.
        Pagarono le donne con la vita
        la breve età felice
        e i neri capelli.
        Tornano adesso i giovani strisciando
        lungo le siepi della valle.

  5. girolamo says:

    Questo scritto di Roberto Roversi era sul manifesto di oggi:
    «C’è obiettivamente questo stato (e questo sentimento) di blocco e di sconfitta nei fatti e nelle cose – dunque, fuori e dentro la gente – come conseguenza di tutta una serie prolungata di errori e di ritardi; come conseguenza di una mancanza di agilità, di comprensione, di intelligenza politica e metodologica. Quindi che a sinistra la critica sia necessaria, urgente, indispensabile; e che sia indispensabile l’autocritica in atto dura e possibilmente aggiornata alle attuali necessità, mi pare non si possa contestare; se mai alimentare. D’altra parte, l’arroccamento a difesa è nient’altro che una risoluzione disperata e cretina; se è vero che il mondo cambia ad ogni ora. Ma l’autocritica (lavaggio mentale da compiersi sempre non solo per il politico ma anche per il privato) non deve significare il lancio della spugna; né dovrebbe convalidare l’interessato e frenetico gioco al massacro che da varie parti è messo in atto per contribuire allo spappolamento di tante utili e giuste speranze politiche, di tanti gruppi di opinione, di tanti militanti e per concludere alla precipitosa liquidazione di una generazione, di una stagione della nostra vita. L’autocritica non deve portare a partecipare alla distruzione progressiva degli atti e dei fatti recenti, a partire dal Sessantotto. Dato che è a partire da lì che comincia l’operazione di scalzamento messa in atto dai principi della penna di ogni risma; i quali dicono il Sessantotto progenitore di ogni violenza e dell’attuale violenza e cominciano a dire la classe operaia ricettacolo contaminato da tale lebbra eccetera. Parte da qui la torrentizia pubblicistica autodistruttiva di molti piccoli giovani di allora che sono diventati piccoli uomini di oggi. Con buona pace dei commentatori apocalittici ristabiliamo che l’ultimo decennio ha portato sì lacrime e sangue, ma ha prodotto – dentro un mondo che consumava il vecchio e partoriva il nuovo – straordinarie novità e progetti che portano difilato al nuovo millennio. Su quelle rive, fuori dal blabla lamentoso degli sconfitti della terza Caporetto, si conteranno i reduci e si faranno i conti sul nuovo modo occorrente per cominciare a ribaltare le cose. Se è vero che la rivoluzione è sempre un punto di partenza e mai un punto di arrivo, e se è vero che questa è la tremenda bellezza della vita».

    Ma la data è: 29 aprile 1980

  6. ali62 says:

    Roberto Roberto Roberto otreboR

    poeta partigiano che possedeva la musica di un sarto dentro di sè…………………………………………..
    cuciva fili con note di verità atroci…………………
    vestiva manichini usando metri di dolori antichiModerni….
    vestisti che acquistano valore come *spiriti liberi*……………..
    con la speranza di vederli indOssati da uomini ballerini…….
    in una danza……………..;-:aersdbmc/ _ ….. ^!^!^!^!^!^!^!
    in cui le parole si inchinano al movimento *culturale*che si fa musica…………………
    dove le parole ora non *servono* più.
    Grazie.
    Un vestito firmato *Liberté*

    PS. un’intervista e un’articolo interessanti..

    http://www.rassegna.it/articoli/2012/09/17/91807/intervista-a-roberto-roversi-la-poesia-e-una-risposta-alla-realta

    http://www.glialtrionline.it/2012/09/15/addio-a-roberto-roversi-poeta-combattente-fustigatore-della-sinistra-da-salotto/#comments

Siamo gli autori di Q, 54, Manituana, Altai e svariati altri libri. È uscito da poco il nostro nuovo romanzo L'Armata dei Sonnambuli.

Con il nome «Wu Ming Contingent» siamo anche una punk-rock band. È uscito da poco il nostro album Bioscop, tematicamente collegato a L'Armata dei Sonnambuli.


Clicca per acquistare la T-shirt
«Cura Robespierre» sul sito dell'etichetta Woodworm

Il sito wumingfoundation.com, nelle sue varie incarnazioni, è on line dal gennaio 2000.

Giap è il nostro blog, ma è anche una comunità di lettrici e lettori, ed è molte altre cose.

Il nostro indirizzo email è:
wu_ming presso wumingfoundation.com
Da usare con parsimonia e criterio.

Siamo anche su Twitter


HANNO DETTO DI NOI

«Come facciano questi cani sciolti italiani a ottenere narrativa di tale potenza e complessità da un lavoro collettivo resta un enigma, ma possano i loro tamburi suonare a lungo.»
The Independent

«In letteratura, quattro cervelli messi insieme per scrivere un'opera fanno zero. Forse anche meno [...] Una macedonia di fumetti, vecchi film, spezzoni di fiction, sceneggiature ingiallite, elenchi telefonici stranieri, dipinti d'epoca e imitazioni di salgariani impazziti.»
Avvenire

«E poi, come diavolo scriveranno a dieci mani i favolosi cinque? Capitan Sovietico scrive un capitolo e SuperGuevara un altro? Oppure scrive tutto l'Uomo Maoista e gli altri fanno l'editing? »
Libero

«Come diceva Ernesto Calindri in un celebre Carosello anni Sessanta: "Dura Ming! Non dura, non può durare…".»
R. Chiaberge, Il Sole 24 Ore

«Non leggete L'eroe imperfetto di Wu Ming 4. Basta coi finti sperimentali.»
A. D'Orrico, Sette/Corriere della sera

«I Wu Ming stanno con Al-Qaida, il cui obiettivo siamo noi e fa di Hitler un dilettante. Fate sentire la vostra voce, i vostri valori. E, se credete, mandateli affanculo.»
Il Domenicale, giornale fondato
da Marcello Dell'Utri

«Altai è una boiata, proprio come Q
Libero

«Non credo che al lettore giovane importi un cazzo di ciò che Wu Ming racconta o narra. Queste, tuttavia, sono le uniche categorie di lettori: professoresse donne, interessate a romanzi che hanno come trama uteri asportati e poi, nel caso della narrativa di tendenza giovanile, indiani d’America che lanciano frecce al curaro nel buco del culo del coprotagonista.»
Fulvio Abbate

«Venditori di inchiostro al dettaglio. I lettori di Wu Ming sono azionisti inconsapevoli di un’operazione più commerciale che culturale. I Wu Ming sono un'associazione a delinquere di stampo immaginario.»
Gian Paolo Serino, Il Giornale

«I Wu Ming si sono venduti da subito [...] Penso che in Italia molti autori che sono stati considerati particolarmente d’avanguardia avevano già un’idea molto precisa di entrare in certe condizioni nella grande editoria e quindi avevano l’idea di vendersi già da prima [...] Sul New Italian Epic debbo dire che a me sembra soltanto una presa per il culo. Uno studio recente ha dimostrato che in Italia esistono soltanto ottocentomila grandi lettori: ottocentomila persone vuol dire uno stadio italiano, non vuol dire chissà cosa.»
Un poeta con le idee un po' confuse
sulla capienza degli impianti sportivi

«Asserviti al mercato. Leghisti col calamaio. Una parodia dell’antipolitica applicata alla letteratura. Una versione (postmoderna) dello zdanovismo, o una declinazione letteraria della battaglia ratzingeriana contro il "relativismo culturale".»

«Un collettivo vetero-marxista che ha provato negli anni, senza riuscirci, a egemonizzare intellettualmente la sinistra radicale e le cui ricette su che cosa è la sinistra sembrano uscite da un'assemblea di studenti degli anni Settanta.»

«I "compagni" del blog wu ming (parola che significa "anonimo", bello, vero?) [...] sono diretti da una parte dei servizi e sono – loro si – assai ben foraggiati dall’area pd, la loro spedizione squadrista ad un nostro banchetto (nella quale hanno avuto la peggio) di ieri, fa parte di questa strategia concertata...»

«Sorrido della vostra spocchia arrogante.»

«Togliti la maschera e presentati con nome e cognome così che sappiamo chi sei - siete e da che giro siete comandati.»
Luigi Amicone, giornalista di Comunione e Liberazione

«L’Armata dei Sonnambuli» e altre storie


In libreria. Clicca per aprire
la copertina completa (pdf)

Immagine in alta definizione
da usare come "base" per locandine, poster, volantini ecc.

Rendez-vous con spoiler libero (Rigorosamente per chi ha già letto il libro!)

In quest'anno CCXXII dopo la Rivoluzione (corrispondente al 2014 dell'era cristiana), oltre a presentare il libro e suonare con il Contingent, stiamo portando in tour ben sei «reading-concerti» con diversi ensembles di musicisti. In ordine alfabetico:

L'Alfabeto delle orme (WM2 & Frida X)
Emilio Comici Blues (WM1 & Funambolique)
Quattro (WM2 & Frida X)
Razza partigiana (WM2 & supergruppo, in tour dal 2009)
Surgelati (WM2 & Contradamerla)
Zó bòt!!! (Cvasi Ming: WM1 & 2/3 degli Switters

Testimonianze sonore di questi progetti si trovano qui...

{Radio Giap Rebelde è il nostro podcast, la nostra audioteca. Reading, audiolibri, musiche, conferenze, presentazioni, interviste e quant'altro. Ci arrivi anche da iTunes.}

...e qui:

{Tutte le musiche ispirate ai nostri romanzi, da scaricare o ascoltare in streaming.
Yo Yo Mundi, Colle der Fomento, Mr. Phil, Klasse Kriminale, le chitarre dei Massimo Volume, Subsonica, Skinshout, Xabier Iriondo (Afterhours), Switters, Yu Guerra, le chitarre dei Nabat, Sikitikis, 2/9 dei Modena City Ramblers, Osteria Popolare Berica e tant* altr*}

I NOSTRI LIB(E)RI – DOWNLOAD



Ebook al popolo. Gratis.
Vive la classe ouvrière!

SOSTIENI IL PROGETTO WU MING E IL NOSTRO SBATTIMENTO ON LINE


Giap non è solo "il blog dei Wu Ming": è una comunità di lettori e scrittori. Qualcuno l'ha definito "una radio libera", altri lo descrivono come un punto di riferimento non solo culturale ma politico (nell'accezione più vasta del termine). Non sta a noi esprimerci su questo. Di sicuro, è un luogo del web dove si riesce a discutere. E a volte dalla discussione sono nati progetti concreti, sono partite "pratiche virtuose per il web".
Solo che gli anni passano, le vite si complicano e costa sempre più fatica, tempo e soldi gestire quest'enorme mole di attività. Sono centinaia di ore al mese. Lo facciamo per militanza, ma quando hai il fiato corto anche la militanza ne risente.
Quindi, bando alle timidezze: se credi che Giap sia importante, se pensi che il nostro lavoro on line e il nostro progetto nel suo complesso valgano un sostegno, un incoraggiamento, un feedback, un… “controdono” da parte tua, puoi usare PayPal per mandarci qualche scellino.
Non è nemmeno necessario avere la carta di credito, basta un conto corrente.
Un'altra opzione interessante è Flattr. Se non sai cos'è, lo spiegano qui.
Grazie.
P.S. Quello sulla moneta è Thomas Müntzer.

-

CHI SIAMO, COSA FACCIAMO

Pagina biografica vintage sul "sito archeologico" (narrante le vicende dagli anni Novanta al 2009)

Insieme delle nostre produzioni 1999-2011 - PDF
Mappa realizzata da Christo (non quello di Nazareth. L'amico nostro è di Isernia)

La voce di Wikipedia
(Alla data 29/12/2013, risulta alquanto obsoleta)

ULTIMI COMMENTI

  • enrico ciccozzi { E' un bellissimo modo di raccontare una salita in montagna, fatto di sensibilità e visioni diverse, lontano da quelle che chiamate "narrazioni tossiche"; mi piacerebbe poterlo utilizzare per la mia... } – Oct 29, 11:43 AM
  • Wu Ming { Aggiornata l'audioteca (podcast) di #RadioGiap. } – Oct 26, 6:39 PM
  • Wu Ming { Corretto, grazie! } – Oct 26, 1:39 AM
  • AndrSci { Errore di stampa Cari, avete notato che in un punto c'è scritto"Wu Ming 1", e invece era Wu Ming 2? Oppure c'erano entrambi? E' quando si parla di Valeio Daniele. } – Oct 26, 12:38 AM
  • codicillobrillo { Proverò ad essere ordinato e a dire cosa mi lascia perplesso della recensione di Bifo, che, a dispetto di tante buone e chiare affermazioni, pare, talvolta, aver importato il vizietto... } – Oct 22, 6:46 PM
  • w. minghi { un vulcanico expo 2015. questo è il titolo della newsletter che ho ricevuto dal consorzio strada dei vini recioto gambellara, uno dei terreni più vitati del vicentino. che segnala come... } – Oct 22, 10:30 AM
  • fabiopanicco { il #CAZ Collettivo Alpino Zapatista esiste, e c'ho le prove https://twitter.com/fabiopanicco/status/523554446455078912 mentre l'#alpinismomolotov non ha ancora lasciato tracce simili (tié!) } – Oct 20, 9:47 AM
  • Kente { Mi domandavo se è possibile acquistare il cd in formato digitale. Io vivo all'estero e vorrei poter acquistare il cd, ma solo le spese di spedizione mi costerebbero 18 euro } – Oct 18, 11:28 AM
  • Enjorlas { Faccio uno sforzo per essere meno dogmatico e provare a raccogliere lo stimolo ad andare oltre. La recensione Bifiana legge il romanzo guardandolo attraverso una "chiave" storica e cioè quella... } – Oct 17, 11:19 AM
  • punkow { A me non escono risposte, menchemeno conclusioni. La spirale e' aperta, si arrovella, si attorciglia, scompare e riappare. Nessun porto sicuro, nessuna conferma a partire dalle aspettative. Nessuna linearita' nessun... } – Oct 17, 9:56 AM
  • Older »
We also have a blog in English.



Rarely updated, but
it's better than nothing.

Saint-Just
Persecuting trolls
since 1792
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato in base a tempistiche idiosincratiche e imperscrutabili. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001. Inoltre, per quel giorno abbiamo un alibi. Le immagini inserite in questo blog sono spesso nostre rielaborazioni di cose pescate non ricordiamo dove; qualora la loro pubblicazione violentasse eventuali delitti d'autore, vogliate comunicarcelo e saranno tempestosamente rimosse.

Questo blog è aperto ai contributi e alle vedute di molti, ma non di tutti.
A condizione di non trollare, potete scrivere quel che volete, fatta salva la discriminante antifascista. Camerati e affini hanno molti altri luoghi dove spandere i loro liquami. Questo è uno spazio bonificato.