Gita aziendale nel Disastro padano | Un reportage di Wu Ming 2 per Internazionale

Il centro commerciale Orceana Park di Orzinuovi (BS)

Lo scorso 1° aprile, Wu Ming 2 ha partecipato alla Gita Aziendale di Padania Classics, un viaggio d’istruzione in alcuni luoghi sacri al culto padano del cemento: dal Centro Commerciale “Mega” di Vimercate alla città ideale di Zingonia, dalla zona PIP di Orzinuovi alla Stonehenge della Corda Molle.
Da quell’esperienza è nata una riflessione sul paesaggio della Piana e le sue metamorfosi, nel tentativo di comprendere e raccontare il disastro psicourbanistico che affligge il territorio tra le Alpi e il Po, spingendosi deciso fino all’Appennino.

«Rotonde, centri commerciali, tralicci, capannoni, piscine fuori terra, palme fuori luogo, statue neoclassiche da giardino, totem pubblicitari, cave/discariche, reti arancioni da cantiere, svincoli a quadrifoglio, centri massaggi, sushi wok, villette-su-terrapieno, ampi parcheggi. Dopo quarant’anni di cura del cemento, non si può più dire che quegli scarabocchi non hanno senso. A prima vista, una distesa di asfalto può sembrare incomprensibile, ma se un gruppo di ragazzini comincia a usarla per andare in skateboard, ecco che acquista un significato, malgrado quello originario rimanga un mistero. Allo stesso modo, poiché gli orrori del paesaggio padano sono vissuti ogni giorno da milioni di esseri senzienti, bisogna assumersi il compito di comprenderli, a partire dagli effetti che producono su chi li attraversa.»

Il reportage è on line sul sito di Internazionale.

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3 commenti su “Gita aziendale nel Disastro padano | Un reportage di Wu Ming 2 per Internazionale

  1. Ragazzi, questo pezzo ha smosso parecchi animi invettivanti su Facebook, ci si interroga su quanto siate a sinistra o a destra della sinistra, su quanto siate provinciali o internazionali, utili o inutili, autori o scribacchini. Tutto il mio sostegno, continuate così! Massimiliano

    • Che un reportage sul paesaggio susciti interrogativi e non indifferenza, mi pare già un risultato eccellente. Quanto a cercare di capire dove si colloca Wu Ming, non lo trovo un argomento di grande interesse, come qualunque discussione sull’autore di un testo.

  2. Ho apprezzato moltissimo l’articolo, tutto il lavoro di Minelli e Galesi è interessante e in qualche modo mi ricorda il testo illuminante di Robert Venturi “Learning from Las Vegas” del 1968.

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