#Wikipedia e la storia: che fare? Tavola rotonda sulla rivista Diacronie, a partire dalle inchieste apparse su Giap

di Tommaso Baldo *

Nell’ottobre 2015 ho pubblicato su Giap, in collaborazione con il gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki, un post intitolato I «45 cavalieri» di Wikipedia. Da chi e cosa è libera l’enciclopedia libera?, nel quale analizzavo la voce Storia del Trentino di it.Wiki. Il testo rientrava tra le inchieste di Nicoletta Bourbaki volte ad analizzare criticamente i meccanismi, i rapporti di potere e le narrazioni presenti all’interno de «l’Enciclopedia libera».

Alcuni mesi dopo Jacopo Bassi e Matteo Tomasoni della redazione della rivista storica Diacronie – che doverosamente ringrazio – mi hanno proposto di partecipare ad una tavola rotonda dedicata all’analisi di Wikipedia dandogli l’avvio con un mio testo intitolato Riflessioni sulla narrazione storica nelle voci di Wikipedia, nel quale, in collaborazione con tutto il collettivo Nicoletta Bourbaki, ho cercato di condensare e in una certa misura sistematizzare quanto emerso dalle ormai numerose inchieste che abbiamo svolto.

La tavola rotonda si è articolata attorno ad alcuni interrogativi elencati nell’abstract:

«Quale rapporto si sta costruendo fra le scienze storiche e Wikipedia? Come bisogna porsi di fronte alle voci di Wikipedia che trattano di storia? Quale potrà essere il ruolo della futura “enciclopedia libera” per lo studio e l’insegnamento della storia?»

Hanno partecipato:

Nicola Strizzolo, ricercatore in Sociologia dei Processi Culturali Comunicativi, professore aggregato in Sociologia dell’Educazione e in Teorie e Tecniche delle Relazioni Pubbliche, con il testo Verso il sapere unico.

Mateus H. F. Pereira, professore associato dell’Universidade Federal de Ouro Preto (UFOP), con il testo Dissoluzioni, parodie o mutamenti? Considerazioni sulla storia nelle pagine di Wikipedia.

Iolanda Pensa, ricercatrice alla SUPSI Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana. È una contributrice di Wikipedia dal 2006, socio di Wikimedia Italia e Wikimedia CH, attiva nell’organizzazione del concorso Wiki Loves Monuments, e responsabile generale di “Wikimania Esino Lario” il raduno mondiale di Wikipedia sulle Alpi a giugno 2016Ha scritto una Risposta a “Riflessioni sulla narrazione storica nelle voci di Wikipedia”.

Cristian Cenci, membro dello staff di Wikimedia Italia in quanto project manager di Wiki Loves Monuments, concorso fotografico internazionale dedicato alla salvaguardia dei beni culturali, con il testo Wikipedia è poco affidabile? La colpa è anche degli esperti.

Jacopo Bassi, dottorando presso l’Università di Genova e collaboratore delle case editrici Zanichelli e Il Mulino, con il testo Danzica e le guerre wikipediane. Qualche osservazione sulle edit wars.

Io ho infine risposto a tutti con il testo Considerazioni conclusive. Riflessioni sulla narrazione storica nelle voci di Wikipedia, nel quale ho cercato di dare conto anche dei più recenti dibattiti su Giap e it.Wiki sollevati dalle ultime inchieste di Nicoletta Bourbaki (e questo è il motivo per cui ho continuato a rivedere il testo fino quasi all’ultimo istante).

Ad un certo punto, vista la mole degli argomenti trattati è stato inevitabile divagare finendo a parlare oltre che di Wikipedia anche di Marc Bloch, del suo metodo critico come storico e della sua partecipazione alla resistenza come antifascista, del sistema scolastico ed universitario con la sua tendenza a sfornare individui alienati che copia-incollano cose più o meno a caso, di cosa potrebbero fare e non fanno musei ed istituzioni culturali varie per portare i propri contenuti sul web e soprattutto dell’impossibilità di una cultura o di un’educazione «neutrali» o «imparziali» e della necessità di un’educazione al conflitto:

«Ovvero la trasmissione di una metodologia di rapporto con la realtà che esclude l’imparzialità ma ricerca l’onestà intellettuale dando conto delle fonti, imposta i ragionamenti a partire dai dati di fatto e non nasconde i conflitti, ovvero dà conto delle diversità di ideali ed interessi. Perché solo ammettendo la propria parzialità, solo ammettendo come sia impossibile spogliarsi completamente dei propri preconcetti, interessi, fedi ed ideali si possa davvero essere intellettualmente onesti».

Educazione al conflitto perché non esistono luoghi non toccati dai più generali conflitti ideali, religiosi, culturali, di classe e di genere del nostro tempo. Non esistono luoghi in cui l’evoluzione della cultura umana possa avvenire attraverso una serena discussione che presupponga la «buona fede» di fascisti, razzisti e nazionalisti; ovunque, ci sono sempre e solo il conflitto e la necessità di operare scelte di campo.

Buona lettura.

* Tommaso Baldo si è laureato in Storia d’Europa nel 2009 presso l’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna. Dal maggio 2010 lavora presso la Fondazione Museo storico del Trentino come addetto alla progettazione e realizzazione di attività didattiche.

* Nicoletta Bourbaki è un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete e sulle false notizie a tema storico, nato nel 2012 durante una discussione su Giap, il blog di Wu Ming. Ne fanno parte storici, ricercatori di varie discipline, scrittori, attivisti e semplici appassionati di storia. Il nome allude al collettivo di matematici noto con lo pseudonimo collettivo «Nicolas Bourbaki» attivo in Francia dagli anni Trenta agli anni Ottanta del ventesimo secolo.
Il gruppo di lavoro ha all’attivo diverse inchieste – pubblicate su Giap – sulle manipolazioni neofasciste della Wikipedia in lingua italiana e sui falsi storici in tema di foibe.
Per l’edizione on line della rivista Internazionale, in occasione del Giorno del Ricordo 2017, Nicoletta Bourbaki ha curato lo speciale La storia intorno alle foibe. Sul n.39 della rivista di studi storici Zapruder (gennaio-aprile 2016), in collaborazione con Lorenzo Filipaz, ha pubblicato l’articolo Wi Chi? Battaglie per il sapere in rete.
Nicoletta Bourbaki è anche su Facebook.

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